Cogesa, Margiotta è pronto a lasciare

Il bilancio approvato a maggioranza. L’amministratore unico: «Servizi raccolta in attivo e impianti di ultima generazione»
SULMONA. Impianti di ultima generazione, servizi in attivo per la prima volta e tariffa puntuale nei Comuni gestiti. È stato approvato dalla maggioranza dei soci (6 i voti contrari) il bilancio preventivo di Cogesa Spa, l’ultimo dell’amministratore unico Vincenzo Margiotta col mandato in scadenza a fine giugno. «Cogesa comporta troppo impegno mentale e fisico», ha detto in teleconferenza, «per questo non mi dispiacerebbe tornare alla mia vita». Tornando al bilancio, più di 6 milioni di euro (6.215.000) arriveranno dai ricavi del Tmb (l’impianto di trattamento meccanico biologico) che tratta i rifiuti urbani indifferenziati, con la tariffa che resterà invariata. Le innovazioni apportate nei processi organizzativi e nei servizi hanno determinato una riduzione dell’impatto ambientale dei rifiuti urbani e una diminuzione dei costi. «Fino al 2017 i servizi di raccolta producevano perdite importanti (più di 500mila euro)», ha aggiunto Margiotta, «mentre oggi chiudono in attivo per la prima volta, grazie alla riorganizzazione in unità locali e al conseguente risparmio di costi e distanze, oltre che di emissioni di anidride carbonica, coi dipendenti che prendono servizio dal Comune a cui sono stati assegnati. Il futuro di Cogesa si basa su un piano di investimenti, che prevede lavori di adeguamento di 2 milioni di euro per i lettori ottici che saranno istallati sulla piattaforma di selezione dei rifiuti del porta a porta. A ciò si aggiungono i 2 milioni e mezzo finanziati dalla Regione per il potenziamento del Tmb. Con una migliore selezione del rifiuto indifferenziato diminuirà fino a quasi azzerarsi il quantitativo da conferire in discarica».
In estate, poi, sempre secondo Margiotta, «partirà la tariffa puntuale nei Comuni della zona di Barrea, sulla stregua dell’esperimento avviato due anni fa a Raiano. Il nuovo sistema di raccolta premierà chi espone e produce meno e porterà risparmi ai cittadini in termini di personale che andrà sostituito da figure tecniche, per via del ricambio generazionale che si concretizzerà con il pensionamento di una quarantina di operatori nei prossimi anni». Per quanto riguarda i costi di smaltimento, «per i primi tre mesi dell’anno sono state conferite circa 4.000 tonnellate al costo di 500.000 euro nella discarica di Ecolan a Lanciano e circa 5.500 tonnellate in quella di Cogesa per 200.000 euro. Dal punto di vista dei concorsi in sospeso, è allo studio, appena il Governo revocherà la sospensione, una modalità sicura di svolgimento delle prove e la pubblicazione delle graduatorie dalle quali attingere. La nostra strada non è quella della discarica, dell’inceneritore o del termovalorizzatore», ha concluso Margiotta, «ma quella del riciclo, del recupero, del riuso e quindi delle possibilità di ricavo per creare ricchezza».
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