Cogesa, un solo spogliatoio uomini e donne

Le Rsu polemizzano: «Il problema degli spazi promiscui va risolto subito o ci sarà stato d’agitazione»
SULMONA. Spogliatoi promiscui e ambienti condivisi tra uomini e donne. Dall’inagibilità dei locali dell’ex Pastorino, dove nello scorso dicembre sono andati a fuoco 5 mezzi, è diventata ormai un’emergenza la condivisione degli spazi per Cogesa. La società che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti finisce ora sotto accusa dai suoi stessi dipendenti. In una nota congiunta, infatti, le Rsu hanno minacciato di bloccare i servizi se la questione degli spazi promiscui non sarà risolta a breve. «Condividiamo da troppo tempo ormai uno spogliatoio tra uomini e donne e non abbiamo spazio a sufficienza per pulirci adeguatamente prima di tornare nelle nostre case», fanno notare le Rsu Ermanno Salutari e Cristian Gavita dell’Ugl e Lamberto Fasciani della Cgil. «Il lavoro di operatori Cogesa impone norme igieniche piuttosto rigide che non riusciamo ad osservare come invece dovremmo fare. Per questo, non avendo più spazi idonei e adeguati per gli spogliatoi, ci vediamo costretti a chiedere alla presidenza di Cogesa, nella persona dell’amministratore unico Vincenzo Margiotta, di risolvere tale grave situazione quanto prima. Ne va dell’organizzazione del lavoro e della nostra tranquillità. In caso contrario proclameremo lo stato di agitazione e saremo pronti anche a bloccare i servizi». Un rischio che la società non può correre. «Il problema degli spogliatoi impone la velocizzazione del nostro trasferimento nella sede di Sviluppo Italia», interviene Margiotta, «la questione è stata al centro dell’ultima assemblea del controllo analogo, con la maggioranza dei sindaci che ha dato il suo benestare all’operazione. Ora la cosa sarà all’esame anche dell’assemblea dei soci del 29 marzo, anche se un primo assenso è già arrivato. Purtroppo la dichiarazione di inagibilità dell’ex Pastorino ha imposto la condivisione di spazi e spogliatoi per i dipendenti e capisco assolutamente le loro preoccupazioni e richieste». Il trasferimento, oltre alla risoluzione degli spazi, consentirebbe anche l’avvio di una nuova fase. «Per Cogesa sarebbe un nuovo inizio», aggiunge Margiotta, «nella sede di Sviluppo Italia si potrebbe realizzare una cittadella dei servizi, mettendo a disposizione ambienti per start up, Comuni e associazioni. Una sorta di Polo ecologico dove fare ricerca e sviluppo su ambiente, riciclo dei materiali ed energia pulita».
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