Colella chiede alla Regione 900mila euro di danni

CANISTRO. La società Santa Croce, guidata da Camillo Colella, ha citato in giudizio, davanti al tribunale di Pescara, Iris Flacco, dirigente del Servizio risorse del territorio e Attività estrattive...
CANISTRO. La società Santa Croce, guidata da Camillo Colella, ha citato in giudizio, davanti al tribunale di Pescara, Iris Flacco, dirigente del Servizio risorse del territorio e Attività estrattive della Regione Abruzzo; Giovanni Cantone, responsabile dell’Ufficio attività estrattive liquide e gassose; e Domenico Longhi, dirigente del Servizio valutazioni ambientali.
Ai tre Colella chiede un risarcimento danni complessivo di 900mila euro, avendo posto in essere «una vastissima serie di atti, verifiche, controlli, diffide, ispezioni, ripetitivi e vessatori, volti a impedire e ostacolare di fatto, e in ogni modo, l’utilizzo della sorgente di acqua minerale Fiuggino di Canistro», di cui la Santa Croce ha regolare concessione.
Nelle denunce si ipotizzano anche reati penali, quali falso, calunnia, diffamazione e omissione di atti d’ufficio. A renderlo noto la società dell’imprenditore molisano Colella, concessionaria fino alla revoca da parte della Regione, impugnata dalla società, delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro.
Sorgenti messe poi nuovamente a bando dalla Regione nel novembre 2016, ma che dopo due anni non sono state date ancora in concessione, con la preziosa acqua che continua a disperdersi nel fiume Liri, visto che l’aggiudicataria provvisoria, la Norda, ha deciso di rinunciare, in rotta di collisione con la stessa Regione – alla quale ha chiesto un risarcimento danni – e il Comune di Canistro. Proprio a seguito della revoca della concessione della Sant’Antonio Sponga, la Santa Croce ha deciso di riattivare, nell’autunno 2016, lo sfruttamento della più piccola sorgente Fiuggino, ricominciando a imbottigliare acqua minerale nel suo stabilimento di Canistro, nel febbraio di quest’anno, e ad assumere personale, dopo avere licenziato 75 addetti a causa della revoca della concessione Sant’Antonio Sponga da parte della Regione Abruzzo. (p.g.)
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