Colella non riapre la Santa Croce

Canistro, vana attesa degli operai davanti ai cancelli. Venerdì vertice in Provincia
CANISTRO. «Vogliamo tornare al lavoro, Colella apra i cancelli». È questo l’appello dei 75 dipendenti della Santa Croce di Canistro che ieri, per la seconda volta, si sono presentati davanti all’azienda alle 8 in punto per tornare al lavoro. Ma nessuno ha aperto. Da giovedì sera hanno deciso di interrompere lo sciopero che andava avanti ormai da 10 giorni evitando così di vedersi dimezzato lo stipendio a fine mese. Hanno comunicato al gruppo Colella, come da prassi, che sarebbero tornati a disposizione dell’azienda già dal mattino successivo, ma quando sono arrivati davanti ai cancelli dello stabilimento nessuno ha aperto.
Dopo aver atteso fino alle 17 sono andati via lasciando nelle mani delle forze dell’ordine un documento, firmato da tutti i presenti davanti ai cancelli, come testimonianza della loro volontà di tornare al lavoro. Trascorso il weekend, ieri mattina i lavoratori si sono presentati di nuovo in fabbrica ma nessuno della proprietà si è fatto vedere. La bacheca con i turni era vuota e il grande stabilimento dove si imbottiglia l’acqua della sorgente Sponga era chiuso. Intorno alle 11 gli operai si sono riuniti in assemblea insieme ai sindacati per decidere come agire.
«I lavoratori hanno potuto nuovamente constatare la chiusura dei cancelli», hanno spiegato le organizzazioni sindacali e le Rsu di stabilimento, «hanno di nuovo citofonato agli uffici non avendo alcuna risposta. Inoltre, hanno verificato ulteriormente che nella bacheca aziendale posta nel gabbiotto adiacente i cancelli, dove normalmente vengono divulgati i turni di lavoro settimanali, non vi era alcuna comunicazione. I dipedenti rimangono a disposizione dell’azienda e in assenza di comunicazioni ufficiali verificheranno se nella sera precedente saranno esposti i turni di lavoro per il giorno successivo». Non è ancora chiaro se venerdì prossimo, all’incontro in Provincia sulla mobilità, l’imprenditore molisano si farà vedere o no. Sarà l’ultima occasione utile per poter far ricorso agli ammortizzatori sociali.
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