Colella: «È violazione di domicilio»

10 Novembre 2016

Il presidente della società su tutte le furie: «Azione illegittima». Pronte denunce

CANISTRO. L’imprenditore Camillo Colella non ci sta e annuncia una nuova denuncia nei confronti della Regione. «È stato surreale leggere le dichiarazioni del vice presidente della giunta regionale Lolli di una ispezione all’interno dello stabilimento di mia proprietà per sequestrare acqua captata, a suo parere, senza autorizzazione, a cui ha fatto seguito la visita di funzionari regionali accompagnati da numerosi carabinieri», commenta Camillo Colella, patron della Santa Croce dal 2007, «mi sorprende che i vertici dirigenziali e politici dell’Ente non sappiano che questa è un’azione illegittima che causa quantomeno una violazione del domicilio, visto che il potere ispettivo non è più in vigore essendo scaduta la concessione per la sorgente. Quindi la Regione non ha più il diritto e i poteri di accedere a uno stabilimento che ora è proprietà privata. Va da sè che una ispezione debba essere disposta dall’autorità giudiziaria e che quindi i dirigenti e Lolli si sono sostituiti a questa istituzione». Secondo l’imprenditore molisano, proprietario anche dell’acqua Castellina, le bottiglie presenti nei magazzini sono state imbottigliate «attingendo dai numerosi e grandi serbatoi. Insomma, siamo di fronte ad un vero e proprio pastrocchio, segnale preoccupante di incompetenza e ripetuti abusi, ma anche di mancanza di rispetto nei confronti di un’azienda che ha salvato la Santa Croce nel 2007, risanandola e rilanciandola».

Per Colella l’atteggiamento della Regione nei loro confronti «è persecutorio tanto che l’ispezione di questa mattina sarà oggetto di denunce penali e civili, oltre che di richieste risarcimento danni milionari».

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