Colpi di pistola per fermare gli spacciatori

25 Luglio 2018

Due albanesi bloccati dalla squadra Mobile dopo un inseguimento. Poi è stato catturato anche un altro connazionale

L’AQUILA. La squadra Mobile ha bloccato tre albanesi, accusati di spaccio, dopo che due di loro non si erano fermati con l’auto a un controllo e sono stati presi dopo un inseguimento. Il terzo è stato bloccato più tardi. Per catturarli sono stati sparati un paio di colpi di pistola in aria a scopo intimidatorio e senza che si corresse alcun rischio: scelta azzeccata visto che poi i banditi sono stati comunque assicurati alla giustizia.
Gli uomini della Mobile diretta da Tommaso Niglio, stavano facendo controlli in viale Duca degli Abruzzi, dove alcuni residenti avevano segnalato episodi di spaccio: verso le 12 hanno notato un giovane a bordo di una Mercedes sospetta che caricava un altro uomo. Lì è iniziata l’investigazione.
Una volta giunti della rotonda all'incrocio tra viale Croce Rossa, viale Corrado IV e via Beato Cesidio, la polizia ha tentato di fermare l'auto: il giovane alla guida ha cercato di forzare il posto di blocco e, per guadagnare la fuga, ha ingranato la retromarcia urtando una macchina che arrivava da dietro.
L'inseguimento è proseguito lungo via Beato Cesidio, davanti il comando provinciale dei carabinieri, e via Antica Arischia, che è la principale strada di Pettino. Lì gli agenti, hanno esploso due colpi di pistola per aria, perché la corsa della Mercedes con i due era diventata pericolosa. Questi sono scesi dalla macchina e hanno provato a scappare a piedi nelle boscaglia ma verso le 15,30 sono stati fermati.
Subito dopo è stata effettuata anche una perquisizione nell'abitazione di un terzo albanese, in via Don Bosco, nella quale è stato trovato materiale per il confezionamento dello stupefacente e un piatto con della polvere che sarà fatta analizzare, ma c'è il sospetto possa essere cocaina. Avviata in serata una perquisizione accurata dell'automobile anche perché la fuga dei due è apparsa sospetta: se non avessero avuto nulla da nascondere non sarebbero scappati. Si tratta, comunque, di persone note alle forze dell’ordine. La droga non è stata trovata e i sospettati sono stati denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata, e danneggiamento. Fermo restando che comunque resteranno sotto inchiesta per spaccio di droga. Arrivano elogi alla polizia per l’operazione: «Esprimo il mio orgoglio verso gli agenti che i hanno svolto il loro lavoro con dignità e onore riuscendo a fermare un gruppo di albanesi sospettati di compiere reati». Lo afferma Annalaura Tatananni, referente locale del Dipartimento tutela vittime di Fratelli d’Italia.
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