Colpi per mitragliatrici e tagliole: arrestato un pensionato nel Parco

8 Novembre 2022

L’indagine sull’uccisione di un cavallo fa scoprire l’arsenale, era nascosto nei terreni del 73enne di Opi Trovato un fucile clandestino. Accertamenti su possibili coinvolgimenti in azioni di bracconaggio 

OPI. A 73 anni suonati possedeva un arsenale in stile Rambo. I carabinieri erano sulle sue tracce nell’ambito di un’indagine sull’uccisione di un cavallo e perquisendo alcuni terreni di proprietà dell’uomo hanno trovato munizioni da guerra. Alla fine della lunga conta fatta dagli investigatori, all’anziano sono stati sequestrati un fucile da caccia privo di matricola, 550 munizioni da guerra (vecchi proiettili per mitragliatore), 90 cartucce a pallettoni, 130 munizioni calibro 22, tagliole per caccia di frodo, pugnali di grosse dimensioni e una fiocina da sub. A finire nei guai G.T., residente ad Opi, paese del Parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, ora agli arresti domiciliari per il reato di detenzione e ricettazione di munizionamento da guerra.
Ma le indagini potrebbero riservare molte sorprese e sono anche indirizzate su sospette azioni di bracconaggio che potrebbero implicare proprio il coinvolgimento dell’uomo. Gli accertamenti vengono compiuti dai carabinieri di Pescasseroli, in collaborazione con quelli della stazione carabinieri forestali del Parco nazionale, sotto il coordinamento della compagnia di Castel di Sangro.
L’indagine nasce da una denuncia raccolta dai militari dell’Arma a seguito dell’uccisione di un cavallo. Attraverso una serrata attività, gli inquirenti hanno indirizzato i sospetti sul 73enne, procedendo così d’iniziativa a una perquisizione personale e domiciliare.
Nascosto in terreni di campagna nella disponibilità del perquisito è stato trovato l’arsenale.
Proprio il recupero di un fucile illegale e di tagliole lasciano supporre possibili azioni di bracconaggio. Il materiale detenuto illegalmente è stato sottoposto a sequestro e G.T., su disposizione della Procura di Sulmona, è finito agli arresti domiciliari nella propria abitazione.
«Il procedimento instaurato», sottolinea l’Arma in una nota, «si trova ora nella fase delle indagini preliminari e gli elementi di prova reperiti a carico dell’indagato dovranno trovare conferma in sede processuale. Pertanto l’arrestato dovrà ritenersi innocente fino all’eventuale sentenza di condanna definitiva». (r.rs.)
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