Colpita dalla meningite, ore di ansia

Sempre gravi le condizioni dell’insegnante di sostegno, 46 anni, che resta ricoverata nel reparto di rianimazione
L’AQUILA. Sono sempre gravissime le condizioni dell’insegnante di 46 anni colpita da meningite. Tuttavia sono state accantonate le voci secondo le quali non ci sarebbe più nessuna speranza.
I medici del reparto di rianimazione e i familiari confidano in una ripresa dell’attività cerebrale. Per questo è tenuto sotto controllo l’encefalogramma.
L’unico aspetto positivo della vicenda, per ora, è rappresentato dal fatto che non sono necessarie attività di profilassi per alunni e i familiari visto che viene escluso il rischio di contagio. Lo ribadito l’Azienda sanitaria in una nota inviata per conoscenza al sindaco dell’Aquila.
L’insegnante di sostegno, che lavora in un istituto della direzione didattica Amiternum, sposata con due figli, era stata ricoverata mercoledì 15 gennaio in ospedale e le sue condizioni sono andate peggiorando tanto da essere trasferita nel reparto di rianimazione dopo aver avuto la diagnosi di una patologia che è difficile battere.
Ci si affida anche alla preghiera e, infatti, la comunità di Pianola, frazione dove l’insegnante vive, si è stretta intorno a lei e ai suoi cari per sostenerli.
L’altra sera, nella parrocchia di Pianola, si è tenuta una veglia di preghiera per chiedere la guarigione, presieduta da don Luciano Bacale Efua. Messaggi di speranza arrivano anche su facebook da colleghi e amici della signora gravemente ammalata. La notizia delle condizioni cliniche allarmanti è stata accolta con stupore della diverse persone che conoscono l’insegnante visto che il ricovero è stato improvviso e, nei giorni precedenti al malore, le condizioni di salute erano eccellenti e nulla faceva presagire il quadro clinico attuale. Infatti questa malattia esordisce in maniera improvvisa con un quadro clinico caratterizzato da febbre alta e letargia. «È stato un fulmine a ciel sereno», aveva commentato la preside Gabriella Liberatore,«ci dispiace tantissimo per l’insegnante e per la famiglia, soprattutto i figli. Esprimo tutta la mia vicinanza. La collega l’ho conosciuta quest’anno e l’ho subito apprezzata».(cr.aq.)
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