Colpo da 100mila euro, quattro indagati

31 Dicembre 2016

L’imprenditore Bartolotti fu derubato due anni fa dell’incasso degli impianti sciistici di Ovindoli

AVEZZANO. Lo hanno seguito per giorni, studiando le sue abitudini e registrando i suoi movimenti, in modo da portare a termine una rapina e portare via l’incasso delle sue attività. Un colpo da circa centomila euro messo a segno anche grazie a un basista. È quanto avvenuto ai danni dell’imprenditore Giancarlo Bartolotti, responsabile degli impianti sciistici di Monte Magnola, che ha denunciato il furto di una ingente somma di denaro, incasso delle attività turistiche che gestisce a Ovindoli. Sotto accusa sono finite quattro persone, tutte del Nord Italia, indagate per furto aggravato. Si tratta di C.C., 46 anni, C.B. (44), C.M. (43) e S.M. (44). Quest’ultimo sarebbe il gancio tra gli altri tre e l’imprenditore di adozione marsicana. Gli accertamenti dei carabinieri della compagnia di Avezzano, coordinati dal pubblico ministero Vincenzo Barbieri, hanno preso il via dopo la denuncia di Bartolotti. Al termine di una complessa attività di indagine che ha coinvolto anche investigatori di altre regioni, i militari dell’Arma sono riusciti a risalire a quattro persone. Sarebbero state visionate anche le telecamere dei caselli autostradali. Ora sono accusate di aver pedinato in più occasioni l’imprenditore fino a derubarlo. I fatti risalgono a settembre 2014 quando, secondo l’accusa, l’imprenditore è partito da Ovindoli con la sua macchina e con degli incassi. Gli indagati, secondo la Procura, sapevano che, in quel periodo, era solito trasportare il denaro con la propria macchina. Erano venuti a conoscenza, sempre secondo l’accusa, delle sue abitudini grazie al basista, che conosceva l’imprenditore. Si sarebbero recati più volte a Ovindoli senza però passare mai all’azione. Avendo acquisito queste informazioni, giunti al giorno del colpo, sembra sapessero di una consistente somma di denaro trasportata in una borsa. Lo avrebbero così seguito in direzione Celano. Durante il tragitto Bartolotti avrebbe lasciato per qualche minuto l’auto incustodita. In modo del tutto estemporaneo, sempre secondo la tesi accusatoria, quella che era stata programmata come una rapina si è trasformata in un furto. In pochi secondi la banda si sarebbe impossessata del bottino, circa 100mila euro. Ora tutti e quattro, difesi dall’avvocato Emilio Amiconi, sono iscritti nel registro degli indagati.

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