Colpo da 200mila euro al Cpo delle Poste

La banda, l’altra notte, ha scassinato due casseforti portando via contanti e valori bollati dagli uffici di Centi Colella
L’AQUILA. Il Centro operativo postale di Centi Colella, sede di smistamento della corrispondenza, ma anche di altri uffici, si conferma terreno fertile per i ladri. Poco più di un anno ci fu un furto di pacchi di Natale, perlopiù scatoloni con materiale elettronico, e i responsabili non sono mai stati presi. Come pure la fecero franca coloro che, mesi prima, presero di mira il bancomat situato fuori dall’immobile. E nel lontano 2012 furono rubate 200 missive tra lettere raccomandate e assicurate.
L’altra notte, dunque, una banda ha messo a segno un altro colpo confermando che i rischi di una cattura per i malviventi sono relativi a fronte del malloppo che stavolta è stato davvero consistente. Il fatto che la struttura sia in una zona isolata dove manca il “controllo sociale” ha reso tutto più facile.
IL COLPO. L’altra notte, dunque, l’ennesimo colpo che lascia ipotizzare la necessità di potenziare il sistema anti-intrusione. I malviventi hanno scavalcato la recinzione esterna e sono penetrati nei locale, dove c’è anche la sede della polizia postale, forzando una porta di servizio. Una volta dentro (il sistema di allarme era stato neutralizzato) i malviventi hanno preso di mira le casseforti che hanno aperto tramite l’uso di frullini, uno dei quali è stato abbandonato dai ladri, e hanno fatto man bassa visto che il bottino, tra contanti e valori bollati, supera i duecentomila euro. Poi si sono allontanati e, probabilmente, hanno imboccato il vicino casello autostradale. A dare l’allarme è stata una dipendente delle Poste che, arrivata sul posto di lavoro intorno alle 6 di ieri mattina, ha sentito odore di bruciato, dovuto all’uso di strumenti per aprire la cassa del caveau e quella di un bancomat. Per questo sono stati mobilitati, per scongiurare altri problemi, anche i vigili del fuoco che, però, non hanno dovuto fare nulla di particolare dopo un sopralluogo.
CONSEGUENZE. La prima conseguenza del raid è stata la chiusura degli uffici agli utenti che, almeno fino alle 12 di ieri, si sono presentati per fare le loro operazioni ma si sono trovati di fronte un cartello che ha annunciato la chiusura facendo riferimento a un non meglio identificato «evento criminoso». Gran parte del complesso è stata poi circondata da una fettuccia rossa. Non ci sono comunicazioni sulla possibile riapertura odierna. I malviventi hanno comunque messo a soqquadro alcuni locali e interrotto, momentaneamente, la connessione a Internet e le linee telefoniche.
LE INDAGINI. Sul posto si sono precipitati gli agenti della squadra Volante e della Mobile, diretta da Marco Mastrangelo con particolare riferimento agli addetti di polizia scientifica i quali si sono concentrati sui molteplici rilievi di impronte e tracce lasciate dai malviventi. Al vaglio anche i filmati delle telecamere interne che possono essere utili, anche se soltanto fino a un certo punto, visto che i ladri erano con il volto travisato. Sono stati ascoltati anche alcuni degli addetti delle Poste. Gli autori del colpo sono quasi certamente i componenti di una banda di professionisti, non aquilani, ma non si può escludere che siano stati agevolati da un basista. E, a questo punto, vista la sfrontatezza con la quale il colpo è stato portato a termine, nessuno può escludere che tra gli autori del furto ci possano essere alcuni che hanno partecipato ad altri raid. Certo è che, a differenza dei precedenti colpi alle gioiellerie, dove i ladri hanno portato a termine le incursioni in pochi minuti, questa volta la permanenza dei malviventi, almeno sei o sette, è stata assai prolungata visto che per sventrare le casseforti e prendere il contenuto ci vuole diverso tempo.
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