Colpo di pistola, altri tre ricercati Il 48enne indagato: «Mai sparato»

Anche una donna tra le persone coinvolte, forse un regolamento di conti per una precedente lite Ferito ascoltato dagli inquirenti, il pm apre un fascicolo per tentato omicidio. Atteso l’esito dei test
AVEZZANO. Altre tre persone, tra cui una donna, sono ricercate perché coinvolte nella sparatoria avvenuta sabato notte davanti alla discoteca di via Cavour. Episodio di violenza che ha portato al ferimento di un buttafuori. Gli investigatori stanno ricostruendo le fasi dell’aggressione che sarebbero scaturite da una discussione avvenuta precedentemente in un locale del centro. Una lite tra due cittadini rom di Avezzano e un albanese che sarebbe stato il preludio alla sparatoria. Intanto il 48enne su cui è stato eseguito il test dello stub per rilevare tracce di polvere da sparo si dichiara, tramite il suo legale Raffaele Mezzoni, «estraneo alla vicenda». «Non ho sparato», dice C.M., assistito anche dall’avvocato romano Massimo Mercurelli. Sull’esito del test gli inquirenti mantengono il riserbo. Viene eseguito dal settore scientifico dei carabinieri dell’Aquila. Il ferito è stato ascoltato dagli inquirenti. Ascoltato anche altro personale del locale. S’indaga per tentato omicidio.
LA RICOSTRUZIONE
All’origine della sparatoria, secondo i primi accertamenti eseguiti dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore, Ugo Timpano, ci sarebbe una discussione avvenuta in passato in un bar che si trova in pieno centro ad Avezzano. Protagonisti della vicenda due giovani di Avezzano, appartenenti alla locale comunità rom, e un giovane albanese, che farebbe parte dell’entourage di un’agenzia di sorveglianza e sicurezza. Ci sarebbe stato uno scambio di accuse reciproche ma alla fine la situazione sarebbe tornata alla normalità e la lite rientrata. Probabilmente si trattava soltanto di un fuoco di paglia. Più tardi infatti, davanti alla discoteca, durante le operazioni di selezione, la lite si sarebbe riaccesa. Presente un gruppo formato da una trentina di persone di etnia rom da un lato e gli addetti alla sicurezza dall’altro. Sarebbe stato esploso un colpo che di rimbalzo ha raggiunto il buttafuori albanese, Z.C., 39 anni, rimasto ferito all’addome. È ricoverato ma non in pericolo di vita. A terra sono stati rinvenuti il bossolo del colpo che ha ferito l’addetto alla sicurezza e una pallottola inesplosa, fuoriuscita da un’arma rimasta inceppata al momento di fare fuoco.
IL LOCALE
Nei confronti del locale, che è stato aperto recentemente, sono in corso accertamenti amministrativi per verificare che le autorizzazioni siano in regola. Non è stato adottato alcun provvedimento. I riscontri e le valutazioni sulla regolarità amministrativa della licenza sono ancora in corso. Verifiche sono state adottate anche per verificare la regolarità delle misure di sicurezza adottate. Nella discoteca c’era un importante servizio di sicurezza e vigilanza al momento della sparatoria.
I GESTORI
I responsabili del locale The Ship, tramite l’avvocato Serena Pisotta hanno sottolineato «vicinanza e solidarietà al ragazzo ferito, con un augurio di pronta guarigione». Hanno ribadito che «gli eventi si sono verificati all’esterno del locale, in quanto la gestione attua una organizzazione di sicurezza volta a garantire una stretta selezione all’ingresso, basata soprattutto sulla valutazione dello stato e del contegno tenuto dagli avventori. Grazie a tale attività di valutazione», spiegano i gestori, «ai responsabili del gesto era stato impedito l’accesso al locale a tutela di tutti i clienti, che hanno continuato a godere della serata in sicurezza». Hanno offerto la propria disponibilità alle forze dell’ordine, certi che «i responsabili del gesto verranno prontamente assicurati alla giustizia». Hanno inoltre espresso «preoccupazione in merito allo stato della sicurezza cittadina», sottolineando che «l’efficiente organizzazione di security ha sventato le conseguenze più gravi del gesto criminale». Fanno infine appello affinché vi sia «un intervento più incisivo delle istituzioni locali e forze dell’ordine, affinché i fenomeni criminali della città vengano arginati a tutela di cittadini e attività commerciali».
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