Coltellata dopo una lite sei mesi a un imprenditore

L’AQUILA. Il tribunale ha inflitto sei mesi di reclusione a un piccolo imprenditore impegnato nella ricostruzione, Marco Morlacci, accusato di avere sferrato una coltellata a un ex dipendente,...
L’AQUILA. Il tribunale ha inflitto sei mesi di reclusione a un piccolo imprenditore impegnato nella ricostruzione, Marco Morlacci, accusato di avere sferrato una coltellata a un ex dipendente, Massimiliano Lustri. Morlacci era stato arrestato e rinviato a giudizio per tentato omicidio ma è stato riconosciuto colpevole solo di eccesso colposo in legittima difesa. Il pm, sostenendo il tentato omicidio, aveva chiesto 5 anni di carcere.
Si tratta di un episodio risalente al 7 settembre 2012 e avvenuto a Bagno Piccolo. Lustri venne ferito a coltellate dopo una lite, per motivi davvero futili. Inizialmente Lustri avrebbe avuto un diverbio con un’altra persona che gli chiese di smetterla dopo che costui, forse ubriaco, stava dando in escandescenze. A quel punto intervenne Morlacci, che, vista la relazione esagerata di Lustri, lo ferì accidentalmente in modo grave con un coltello. Lustri ha sempre cercato di scagionare l’indagato ma secondo la polizia solo perché avrebbe rischiato di non essere più chiamato a lavorare oltre che per via di altre considerazioni.
Lustri, pertanto, parlando davanti al pm in istruttoria, aveva dichiarato addirittura di essersi fatto male da solo ricevendo una denuncia per favoreggiamento e falsa testimonianza. Morlacci aveva inizialmente smentito se stesso riferendo, in un interrogatorio, che non vi fu alcuna colluttazione tra lui e Lustri, contrariamente a quanto già riferito nel verbale di sommarie informazioni. Giunse a sostenere che Lustri si era fatto male da solo inciampando, cadendo su bicchieri e piatti rotti finiti a terra dopo la lite. Ma tutte queste affermazioni, da sempre ritenute poco credibili dagli investigatori, sono state del tutto smentite dalle intercettazioni che hanno smascherato il goffo tentativo dei sospettati di raccontare la verità.
I giudici, comunque, hanno accertato che una zuffa ci fu ma Morlacci, assistito dai legali Francesco Rosettini e Francesco De Cristoforo, non aveva alcuna intenzione di uccidere o ferire gravemente Lustri.
(g.g.)
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