Coltellate alla movida, giovane a giudizio

23 Maggio 2019

Il pm contesta il tentato omicidio ai danni di un altro ragazzo al termine di una discussione animata 

L’AQUILA. Il giudice per le udienze preliminari del tribunale ha rinviato a processo un giovane accusato di tentato omicidio in conseguenza di una rissa nei pressi di un locale alla periferia Ovest, che avvenne di notte nell’estate dello scorso anno. Si tratta di Yuri Ferretti, il quale comparirà in tribunale il 16 luglio gravato anche dall’accusa di lesioni, e di aver portato fuori di casa abusivamente un coltello.
Le indagini della polizia partirono dopo che al pronto soccorso del San Salvatore fu trasportato un moldavo 31enne con una ferita all’addome, che disse di essere stato vittima di un accoltellamento da parte di un ragazzo a lui sconosciuto, ovvero l’imputato.
L’uomo fu ricoverato d'urgenza per essere sottoposto a un delicato intervento chirurgico.
Dai riscontri emerse che la “vittima”, nella stessa notte trascorsa in un ristorante nella zona di Pile, intervenne in difesa di un ragazzo italiano, aggredito a sua volta da quattro connazionali con ripetuti pugni al volto, tali da provocargli un trauma all’occhio e la frattura del naso. La lite sarebbe scoppiata per motivi legati alla viabilità all’esterno del locale. La polizia ha poi recuperato il coltello a serramanico usato dall’aggressore, lungo 20 centimetri.
L’imputato, finito in carcere e poi liberato, secondo la squadra Mobile avrebbe tentato di nascondere la macchina nel garage dell’officina paterna.
L’arresto fu chiesto dal pm David Mancini e firmato dal gip Mario Cervellino.
«Evidente», scrisse il giudice nell’ordinanza di arresto, «la pericolosità dell’indagato, il quale non solo porta con sé una micidiale arma da taglio e non esita a farne uso per ragioni futili senza manifestare la presenza di freni inibitori».
Nel corso dell’udienza di ieri la difesa, rappresentata dall’avvocato Francesco Valentini, ha chiesto di fare ulteriori approfondimenti ma il gup ha detto di no. Ci sarà la possibilità di poterlo fare direttamente nel processo.
La parte civile è rappresentata dall’avvocato Mauro Ceci e dalla collega Maria Angela Marinangeli.
Esce dalle indagini anche un altro giovane, le cui accuse sono state derubricate e mancava la denuncia per poterlo perseguire: era assistito dall’avvocato Giulio Lazzaro. (g.g.)
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