Coltivava marijuana in casa, assolto

2 Ottobre 2019

A Remigio Tizzani il giudice ha riconosciuto l’uso personale

SULMONA. Per soddisfare la sua “passione” per la marijuana, aveva deciso di mettere su una piccola piantagione sul terrazzo di casa. In tutto 18 piante che avrebbe trasformato in tabacco per i suoi spinelli. L’uomo, Remigio Tizzani, di 52 anni, teneva anche un barattolo contenente sempre la stessa sostanza per uso personale. Ieri il giudice monocratico, Francesca Pinacchio, lo ha assolto proprio perché ha riconosciuto l’uso personale della sostanza, così come aveva sostenuto nella sua arringa, il difensore di Tizzani, l’avvocato Stefano Michelangelo. Assoluzione arrivata anche in virtù del fatto che dalle analisi ordinate dalla Guardia di finanza sulla sostanza trovata in casa dell’imputato, il principio attivo, il cosiddetto Thc, è risultato essere pari a 0,7. «In un recente indirizzo della Corte Costituzionale, il reato di coltivazione sussiste solo se c’è offensività in concreto», spiega l’avvocato Michelangelo, «nel caso del mio assistito non solo è stata ridimensionata l’accusa, da coltivazione a detenzione, ma il giudice ha tenuto conto del quinto comma dell’articolo 73 del testo unico degli stupefacenti, ritenendo il fatto di lieve entità, come abbiamo sostenuto per l’intero processo. È una sentenza importante». (c.l.)
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