Coltivazioni biologiche, parte la class action

La Regione da tre anni non eroga i contributi previsti, le aziende penalizzate ricorrono alle vie legali
SULMONA. Una class action contro la Regione e in particolare contro l’assessorato all’Agricoltura per chiedere i danni derivanti dai mancati contributi e rimborsi delle spese alle aziende che hanno scelto il biologico. Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa l’avvocato Vincenzo Margiotta, presidente del Gal Abruzzo Italico nonché amministratore unico del Cogesa, l’azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e allevatore.
Margiotta, nel ricordare i ritardi con cui si sta portando avanti l’attuazione del Piano di sviluppo rurale, ha sottolineato le difficoltà con le quali sono costrette a operare le aziende biologiche che da tre anni non ricevono i contributi pubblici. L’ultimo assegnato dalla Regione risale infatti al 2015.
«La vicenda sta mettendo in ginocchio moltissime aziende che stanno facendo miracoli per andare avanti con la produzione. Si tratta di decine e decine di migliaia di euro che dovrebbero già essere arrivati a destinazione ma che invece, non si sa per quale motivo, sono rimasti bloccati a causa dei soliti cavilli burocratici. Si parla di carenza di personale con due persone che devono sbrigare oltre tremila pratiche. Una situazione che sta penalizzando le attività delle aziende costringendole a ricorrere all’indebitamento bancario». Altro problema evidenziato da Margiotta è quello relativo al Piano di sviluppo rurale e ai finanziamenti che non arrivano per la mancanza dei bandi regionali con il rischio che gran parte dei fondi europei tornino al mittente.
«Dei 48 i milioni a disposizione dalla Comunità europea sono stati impegnati ma non assegnati 25 milioni di euro», ha proseguito Margiotta, «con la Regione che ha favorito le grandi aziende che si sono divise in otto circa 12 milioni di euro mentre i piccoli agricoltori stanno aspettando da anni i fondi per ricomprare trattori e altri macchinari». A tutto questo si aggiunge il problema della fauna selvatica e dei cinghiali che continuano a fare il bello e il cattivo tempo nei campi coltivati mettendo in ginocchio l’agricoltura. Problema del quale si parla tanto senza però fare nulla. Dopo aver aspettato invano un segnale dalla Regione, per Margiotta è giunta l’ora di passare all’azione.(c.l.)
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