Commerciante si ribella e fa arrestare l’usuraio

Aveva chiesto 5mila euro ed era costretto a pagarne mille al mese solo di interessi Il 47enne accusato anche di estorsione: si era fatto consegnare 4 ciclomotori
SULMONA. Un prestito di 5mila euro lievitato a dismisura in pochi mesi,fino a diventare insostenibile per un commerciante in difficoltà economiche costretto a rivolgersi ai cravattari. Tredicimila euro pagati in breve tempo, più 4 ciclomotori dati in garanzia e mai riavuti indietro. Fino a quando si è deciso a raccontare tutto ai carabinieri, i quali dopo essersi appostati nei pressi del negozio del commerciante hanno colto in flagranza di reato l’usuraio mentre portava via un ciclomotore dal negozio della persona sottoposta ad usura. È stato arrestato con l’accusa di estorsione ed usura.
A finire in manette Luigino Di Rosa, 47enne di Sulmona, già conosciuto alle forze dell’ordine per reati analoghi e contro il patrimonio. Tutto è iniziato, come detto, con un prestito di 5mila euro che il commerciante in difficoltà con le banche avrebbe chiesto a Di Rosa.
«Te li rendo nel giro di qualche mese», avrebbe garantito il commerciante, ottenendo i soldi in cambio di un interesse di 1.000 euro al mese, fino alla restituzione totale del prestito. Ma le difficoltà economiche non sono cessate tanto che il commerciante nei mesi seguenti è riuscito a restituire solo gli interessi mensili: 13mila euro, più i ciclomotori che erano stati ceduti in garanzia ma che l’arrestato non avrebbe mai restituito. La storia è andata avanti per più di un anno, fino a quando il commerciante non ce l’ha fatta più nemmeno a pagare gli interessi che aveva pattuito per ottenere il prestito. Messa alle strette dall’arrestato, la vittima dell'usura sarebbe stata costretta a cedere un quarto ciclomotore del valore commerciale di 4mila euro, anche questo, come i precedenti, in garanzia del debito non onorato. Preso dalla disperazione, il commerciante si è rivolto ai carabinieri raccontando l’intera sua vicenda. E i carabinieri sono arrivati proprio mentre Di Rosa stava caricando il ciclomotore su un furgone.
Di Rosa ha cercato, inutilmente, di spiegare le sue ragioni, affermando che quel mezzo l’aveva regolarmente pagato. Ma i carabinieri non gli hanno creduto e hanno fatto scattare l’arresto. Oggi l’udienza di convalida. Il sostituto procuratore, Stefano Iafolla, ha concesso i domiciliari.
Claudio Lattanzio
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