Commercio e industria, piano strategico

31 Gennaio 2020

Il manager Galbiati: «Pronto a dare una mano, ma basta con gli antagonismi». Anche i politici regionali in campo

AVEZZANO. Associazioni di categoria in cammino per dare concretezza alle idee per un futuro all’insegna dello sviluppo condiviso, incardinato sulle potenzialità del territorio. Gettato il sasso nello stagno della politica, a Palazzo di città, dov’erano presenti in tanti, compreso i consiglieri regionali Simone Angelosante («iniziativa da sostenere concretamente dalla Regione») e Mario Quaglieri («confronto e buone idee possono dare una spinta»), i vertici di Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna, con 1 Ax-lab, passano alla fase operativa. La costitituzione di un partenariato per definire quadro d’insieme, metodo e strumenti di lavoro. Azioni che saranno supportate da un gruppo multidisciplinare di tecnici. «L’interesse registrato», affermano Fabrizio Lobene, Giuliano Montaldi, Carlo Rossi, Lorenzo Angelone e Francesco D’Amore, «ci spinge a proseguire il cammino mirato a innescare un processo di sviluppo legato a punti di forza ed eccellenze». Il gioco di squadra, oltre ad amministratori e politici registra un autorevole assist: Sergio Galbiati, ex presidente di Confindustria L’Aquila, storico manager Micron e L-Foundry, plaude all’idea del mondo agricolo e del commercio, «buona per cominciare a ragionare attorno alla possibilità di dare vita, o riconoscere, che esiste una comunità territoriale omogenea, con al centro Avezzano, che ha il diritto e il dovere di riflettere su come avere un ruolo di leadership naturale per investire il proprio capitale di intelligenza, passione e altruismo nella partita del futuro a medio termine. Il desiderio di collaborazione», sottolinea Galbiati, «è già, di per sé, un enorme passo nella direzione giusta. Sono stato presidente di Confindustria L’Aquila dal 2005 al 2009: in quel periodo ho potuto cogliere l’innaturalità del lavoro di squadra tra confederazioni e l’endemica rivalità tra fratelli che hanno opportunità e rischi comuni, ma continuano a vedersi come antagonisti: per esempio l’Aquilano e la Marsica». Divisioni da superare: «Mi impegno a essere nel team e dare il mio contributo di idee», chiosa Galbiati, «facendo leva sulle lezioni che ho imparato anche dagli errori e dalle difficoltà: ce ne saranno tante, se si vuole creare una squadra affiatata di persone intelligenti, in grado di tenere sotto controllo il proprio ego personale a favore di un ego collettivo, in cui si cresca non a scapito di qualcun altro, ma per fare da traino e appoggio a un’intera comunità».
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