Commercio, quel progetto dimenticato

26 Marzo 2019

Il presidente Ascom Donatelli: «C’era un piano per le mille imprese danneggiate, è fermo al Comune»

L’AQUILA. Su duemila imprese iscritte, all’Aquila e nei comuni del cratere, mille avevano subìto danni materiali. Una Caporetto per commercianti e artigiani. Il presidente della Confcommercio della provincia dell’Aquila, Roberto Donatelli, rivive quei momenti come fosse passato appena un giorno. Ricordi dolorosi, impressi nella mente. Oggi, come allora, le difficoltà sono tante, nonostante dieci anni di lotte dell’Associazione commercianti, che ha messo in campo uomini e mezzi per far fronte al disastro.
«Ricordo un viavai continuo di associati con le lacrime agli occhi. Avevano perso tutto: attività, locali, merce, sacrifici e investimenti», dichiara Donatelli. «Come Confcommercio abbiamo provveduto subito a riattivare gli uffici in due container per dare supporto alle imprese che, in quei giorni concitati, erano sul lastrico. È stato necessario attivare non solo un supporto organizzativo e gestionale, ma anche psicologico, in quanto centinaia di imprenditori avevano perso tutto». La Confcommercio si fece promotrice di una prima proposta: realizzare un centro commerciale a Bazzano, adattando i capannoni ex Ravit. «Si avvertiva l’esigenza di riposizionare i commercianti in un’unica struttura, di ricreare un punto di aggregazione», spiega Donatelli. In centro storico erano andate in fumo circa 1.000 attività, tra commercio e artigianato. «Fu per questo che nel 2012, con il supporto del direttore, Celso Cioni, e della Confcommercio nazionale», ricorda Donatelli, «avviammo un monitoraggio di tutte le attività presenti in centro storico, con sopralluoghi in tutti i locali, effettuati dall’architetto Angelo Patrizio, del settore urbanistica dell’Ascom nazionale. Presentammo il progetto al Comune, con tanto di plastico che individuava danni, emergenze, possibilità di delocalizzazioni e riaperture, monitorando persino i flussi viari e i parcheggi. Un lavoro enorme, che giace nei cassetti dell’amministrazione. Uno studio mai preso in considerazione».
A distanza di tempo è arrivato il bando Fare centro, che avrebbe dovuto rappresentare la svolta. «Era previsto il rientro di circa 200 attività in due anni», sottolinea Donatelli. «A oggi hanno riaperto 86 negozi, con tutte le difficoltà che conosciamo. Il problema ruota intorno al supporto di importanti attrattori come uffici, banche, servizi. I commercianti aquilani hanno avuto un gran coraggio», incalza Donatelli. «Nella fase iniziale li abbiamo supportati con l’Ascomfidi, dando supporto alle imprese locali per accedere ai finanziamenti a tassi agevolati. Molti di loro hanno scelto di rientrare, nonostante le difficoltà di reinventarsi daccapo, trovare nuove strade, mettere in campo investimenti. I pionieri, li chiamiamo in Confcommercio».
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