Commissario dai poteri speciali in aiuto dei nonni del Don Orione

Il sindaco nomina Cicogna per gestire l’emergenza sanitaria, in affanno gli ospedali della provincia Genovesi (Lega) attacca Di Pangrazio. Lui replica: «Campagna elettorale finita, assurdo il silenzio Asl»
AVEZZANO. Un commissario straordinario per gestire l’emergenza sanitaria nella Rsa Don Orione. È il provvedimento adottato d’urgenza dal sindaco Gianni Di Pangrazio dopo i 103 contagiati nella struttura di Avezzano. Il caso rischia di far saltare il già debole sistema sanitario provinciale per quanto riguarda i posti letto Covid che scarseggiano.
I CONTAGI. I test sui tamponi sono stati 142, per un totale di 103 contagiati; di questi, 86 sono ospiti e 17 operatori sanitari. Sono risultati negativi 35 ospiti e 4 operatori. Nella struttura sono 121 gli anziani ospitati. La Rsa di via Corradini è stata chiusa all’esterno e tutte le attività sono sospese. Gli ospiti negativi sono stati trasferiti al piano alto e isolati completamente da quelli contagiati. Tra i pazienti positivi al Covid c’è anche un’anziana di 101 anni.
COMMISSARIO. Il sindaco Di Pangrazio ha commissionato la residenza sanitaria assistenziale e ha disposto con un’ordinanza la sospensione di ogni attività per la durata necessaria al superamento della situazione di emergenza. Ha nominato commissario Sabrina Cicogna, in qualità di direttore sanitario dell’Asl Avezzano Sulmona L’Aquila che deterrà tutti i poteri necessari al superamento dell’emergenza. Sono stati nominati anche due delegati del commissario, Carmine Viola e Rossella De Santis, direttori dei distretti sanitari marsicani, e un funzionario comunale, Claudio Tonelli, che avrà il compito di assicurare la vigilanza sull’adempimento delle attività commissariali. «La decisione», spiega Di Pangrazio, «è stata necessaria per il cospicuo numero di pazienti e operatori sanitari coinvolti, 86 ospiti e 17 operatori».
PARLA DON VITTORIO. «Il medico che ha visitato i nostri nonni ha detto che è rimasto meravigliato per la loro serenità e questo è il chiaro messaggio della situazione che viviamo qui». A descrivere lo stato d’animo nella struttura è don Vittorio Quaranta, responsabile della Rsa, arrivato nella Marsica da Palermo a metà agosto. «I nostri ospiti sono sereni e questo per noi è importante. Sono stati trasferiti in ospedale i primi 4 risultati positivi insieme a me e ieri notte altre due donne. È una fortuna che la nostra struttura ora sia stata commissariata, questo ci rassicura molto perché sappiamo che c’è del personale medico in grado di gestire la situazione. L’intenzione», conclude, «è quella di curare i nostri ospiti qui dove ci sono persone che conoscono le loro esigenze e sanno come accudirli. Se ci saranno poi dei casi più gravi verranno trasferiti in ospedale».
INDAGINE. Per ora sul caso sta indagando l’Asl di Avezzano Sulmona L’Aquila. Martedì ha effettuato una visita ispettiva e sta monitorando la situazione visto che negli ospedali della provincia, qualora i pazienti dovessero aggravarsi, potrebbero iniziare a scarseggiare i posti letto riservati ai malati di Covid. A sollecitare un’indagine aziendale è stata anche la Regione Abruzzo al fine di verificare quanto sia successo nella Rsa. L’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì, ha tenuto a precisare che «la Rsa aveva già un protocollo da applicare e quindi alla luce dei fatti è bene avviare una indagine per fare chiarezza».
SCONTRO POLITICO. Dure critiche per la carenza di informazione ai cittadini arrivano dal consigliere comunale Tiziano Genovesi (Lega). «Da tre giorni», afferma, «leggiamo sui media dell’allarme Covid al Don Orione. Dal neo eletto sindaco della nostra città, Di Pangrazio, non c’è stato alcun intervento per spiegare ai cittadini la situazione. Si tratta di uno dei focolai più importanti della seconda ondata del virus e i cittadini devono sapere le notizie dai giornali? Assurdo». Il primo cittadino ha a sua volta lamentato carenza di comunicazioni da parte della Asl. «In questi giorni», precisa Di Pangrazio, «pur in assenza di informazioni provenienti dall’Asl, ho monitorato costantemente la situazione rimanendo in stretto contatto con la direzione dell’Istituto». Le carenze informative secondo il sindaco «hanno reso impossibile l’aggiornamento del sito del Comune rimasto, fermo ai dati covid del 12 ottobre. A Genovesi», replica Di Pangrazio, «dico che la campagna elettorale è finita. Chi ha mancato di fornire informazioni sulla vicenda è l’Asl che appare in competa confusione. Usi i comunicati piuttosto per sollecitare una maggior attenzione per la sanità marsicana».
GLI AIUTI. All’ospedale di Tagliacozzo si sta verificando nuovamente la situazione della prima fase quando fu chiuso il pronto soccorso per inviare personale ad Avezzano. Stavolta è toccato all’ospedale di comunità. Infatti, a causa dell’emergenza sanitaria al Don Orione è stata richiesta la disponibilità del personale sanitario del terzo piano dell’Umberto I al fine di utilizzare le risorse necessarie alla grande richiesta degli esami dei tamponi. Il direttore sanitario dell’ospedale, Carmine Viola, formalizzerà al sindaco una comunicazione nella quale si rassicura sulla ripresa delle attività dell’ospedale di comunità non appena sarà terminata l’emergenza in atto ad Avezzano.

