Commosso addio a Grazia: «Lascia delle doti preziose»

Un intero paese si ferma per salutare la madre 44enne morta dopo un intervento Chiesa gremita, negozi chiusi e toccanti parole del sacerdote durante la funzione
CIVITELLA ROVETO. Gli occhi sono colmi di lacrime, mentre lo sguardo quasi perso nel vuoto è rivolto alla bara. E dai volti traspaiono incredulità e infinito dolore. Non si possono rassegnare alla morte della loro figlia Alessandro Sabatini e Annarita Silvestri, i genitori di Grazia Sabatini, la mamma 44enne di Civitella Roveto deceduta in seguito a un intervento chirurgico alla tiroide cui si è sottoposta all’ospedale Sant’Andrea di Roma lo scorso 22 marzo.
Ieri, dopo 19 giorni, la comunità di Civitella Roveto ha potuto porgere l’estremo saluto alla donna.
Nel suo ultimo viaggio terreno, il feretro di Grazia ha attraversato le vie del suo paese tra le saracinesche abbassate delle attività commerciali, fino a giungere nella chiesa di San Giovanni Battista dove, ad attenderlo, c’erano due ali di folla commossa. In occasione del funerale, celebrato dal parroco, don Franco Geremia, il sindaco Pierluigi Oddi, ha infatti dichiarato il lutto cittadino. «Perché il Signore si riprende una mamma così giovane con una bimba da accudire? Perché ci ha tolto una donna così buona? Le domande potrebbero moltiplicarsi all’infinito», dice don Franco nell’omelia, «perché immenso è il vuoto da colmare. Non so rispondere», sottolinea il sacerdote, «mi rifugio in quel detto: il Signore non salva dalla morte, ma salva nella morte. La valle di lacrime nella quale ci troviamo ci serve soltanto per prepararci all’incontro con Dio che ci rende beati se siamo stati capaci di conoscere, amare e servire il Signore. Grazia l’ha fatto. È stata sempre lineare nel suo percorso. Già il suo nome, Grazia, è tutto un programma. Con il suo stile dolce, delicato, corretto e naturale, suggerito da un cuore docile, ma pieno di timore e di amore per Dio. Grazia è una ricca antologia frutto di un’educazione nella fede, nutrita da una pietà non convenzionale, non artefatta, ma spontanea e sincera», prosegue il sacerdote, «Grazia era una donna credente e praticante. Se dovessimo paragonarla a una rosa, i suoi petali sono le virtù, una più nobile dell’altra che la rendono perfetta e completa». E rivolgendosi a familiari e amici il parroco aggiunge: «Dio non l’ha rubata, ma l’ha voluta con sé per rendere più bello il suo Regno. A noi rimane l’esempio, il profumo delle sue doti e una preziosa eredità: semplicità, nobiltà d’animo, gentilezza, delicatezza, oltre alla sua bella immagine. Conserviamo la sua bontà come un gran tesoro, il tuo sorriso vuole essere come un impegno che ci ha lasciato per la sua improvvisa e inaspettata dipartita, il suo sguardo sarà un vero monito per tutti noi».
Grazia Sabatini era dipendente della Sauli srl, azienda che si occupa di distribuzione di videogames, flipper, jukebox e tecnologia del gioco. Appassionata di escursionismo, era iscritta anche al Cai Valle Roveto di cui era segretaria. Nella sua pur breve vita la 44enne non si è mai voltata dall’altra parte di fronte ai bisogni del prossimo impegnandosi nel volontariato. Oltre ai genitori, la donna lascia il marito Giovanni Mariano e una ragazzina di 11 anni.
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