Comune, condannato Amorosi Rischia lo stop della legge Severino

Assolto dalla truffa, restano il falso e il peculato per i viaggi da e per Pescara quando era alla Provincia Solidarietà espressa dal sindaco e dalla giunta al dirigente che guida anche la polizia municipale
L’AQUILA. Il dirigente comunale Tiziano Amorosi è stato condannato a 10 mesi di reclusione (pena sospesa), per i reati di peculato e falso materiale, mentre per la truffa aggravata ai danni dello Stato è stato assolto. Potrebbero scattare gli effetti della legge Severino, norma anticorruzione che contempla l’inconferibilità di incarichi (e la sospensione) in caso di condanne anche non definitive. Dopo un processo complesso, il tribunale in composizione collegiale, nella sentenza pronunciata ieri, ha inflitto 9 mesi a Paola Cinque (accusata di favoreggiamento e falso) e otto mesi a Roberta Bianchi (falso). Amorosi e Cinque sono stato difesi dall’avvocato Federico Cinque; Bianchi, invece, dai legali Amedeo Ciuffetelli e Pierluigi Daniele. L’accusa è stata sostenuta in aula dal pm Stefano Gallo. Il dirigente comunale, in particolare, era accusato di aver utilizzato l’auto di servizio dell’amministrazione provinciale (i fatti risalgono al 2015, quando Amorosi era in forza a quell’amministrazione) in due occasioni per scopi privati. Nel mirino viaggi da e per l’aeroporto di Pescara.
LA SOLIDARIETÀ DI BIONDI. All’esito del processo, è stata diffusa una dichiarazione «del sindaco Pierluigi Biondi e della giunta comunale dell’Aquila». «Abbiamo appreso», si legge nel documento, «della condanna a dieci mesi, pena sospesa – per presunte irregolarità nell’uso dell’auto di servizio per due viaggi a Pescara avvenuti oltre sei anni fa, mentre era in servizio alla Provincia dell’Aquila – del capo dipartimento beni e servizi al cittadino, nonché dirigente del Comune dell’Aquila, Tiziano Amorosi. Siamo convinti che la giustizia debba fare il suo corso: resta un elemento di garanzia e serietà del lavoro che ciascuno di noi svolge rispetto alla comunità. Nell’ambito della riorganizzazione dell’ente, abbiamo fortemente voluto che Amorosi dedicasse la sua professionalità e serietà mettendo a disposizione la sua indiscutibile esperienza a servizio della città dell’Aquila. Gli obiettivi raggiunti a oggi, non ultimo la “riparazione” dei conti dell’amministrazione, ci hanno dato ragione. Confermiamo, dunque, in maniera convinta, fiducia nel professionista e nell’uomo, augurandoci tutti, per lui, per noi, per la città, di affrontare con serenità la necessaria fase dell’appello esprimendo sostegno e solidarietà al dirigente, nel pieno rispetto del lavoro della magistratura».(e.n.)
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