Comune, Di Masci stacca la spina: «Giunta tecnica al capolinea»

Ma la Casini non vuole mollare: «Porterò a termine il mandato che mi è stato affidato dai cittadini» In caso di scioglimento del consiglio entro febbraio si può rivotare a primavera 2020
SULMONA. Bruno Di Masci apre ufficialmente la crisi a Palazzo San Francesco. Nel giorno in cui per la prima volta nella sua lunga carriera politica, assume l’incarico di presidente del consiglio comunale, Di Masci annuncia che l’esperienza amministrativa insieme al sindaco Annamaria Casini è arrivata al capolinea. L’annuncio è arrivato in coda alla seduta consiliare in seconda convocazione dopo che la maggioranza aveva disertato in blocco la convocazione di mercoledì mattina, mandando i primi segnali di presa di distanza dalla giunta e dal sindaco.
PAROLA A DI MASCI. «Da capo dell’opposizione ho dato il via libera all’accordo con il sindaco Annamaria Casini, ed è nata nella scorsa primavera una giunta tecnica per conseguire alcuni obiettivi programmatici più urgenti», ha spiegato Di Masci, «come quelli legati alla messa in sicurezza delle scuole e ad altri lavori pubblici di primo piano, ma soprattutto per evitare alla città un lungo commissariamento». Per essere più chiaro, Di Masci ha precisato che «se una maggioranza non si presenta in consiglio comunale non possiamo far finta di niente. E a questo punto l’ufficio di presidenza e i capigruppo consiliari saranno chiamati a decidere la convocazione di una seduta dell’assise civica dedicata esclusivamente alla crisi».
CASINI DELUSA. Dopo aver cercato di ricucire lo strappo fino all’ultimo, il sindaco, alla fine, non ha potuto non prendere atto dell’esternazione di Di Masci. «Avevo fatto appello al senso di responsabilità di tutti i consiglieri comunali per arrivare all’approvazione degli importanti punti all’ordine del giorno», spiega Casini, «e così è stato. Adesso però, è quantomai urgente e opportuno un confronto in aula consiliare così da mettere a fuoco quello che c’è da fare e quello che si è fatto. Resta comunque chiaro che al di là delle contingenze politiche, il mio obiettivo rimane quello di adempiere al mandato elettorale affidatomi tre anni fa dagli elettori sulmonese che non voglio tradire». NUOVI SCENARI? Parole chiare che fanno capire che il sindaco Casini non ha alcuna intenzione di dimettersi, sarebbe la terza volta. Ma al di là delle sue intenzione l’impressione comune è che, molto probabilmente, sta giocando la sua ultima partita a Palazzo San Francesco. Al momento l’unica ciambella di salvataggio potrebbe arrivare dal neonato gruppo di Italia Viva guidato da Fabio Pingue, tra l’altro già componente in passato della maggioranza insieme a Katia Di Marzio. Un’ipotesi suggestiva che aprirebbe nuovi scenari politici non escluso una possibile adesione del sindaco al partito di Renzi, insieme ai suoi fedelissimi.
IPOTESI ELEZIONI. Se lo scioglimento del consiglio comunale arriverà entro il 21 febbraio, la città sarà chiamata a nuove elezioni nella prossima primavera e quindi il commissariamento, così come ha fatto capire Di Masci, potrebbe avere breve durata. Ma al momento nemmeno dall’opposizione ci sarebbe la volontà di affrontare entro così breve tempo una faticosa campagna elettorale che lascerebbe molti morti sul campo. E non è escluso che, nel frattempo, la minoranza si organizzi per far saltare il banco dopo la data fatidica del 21 febbraio in modo da avere un anno per riorganizzarsi.
CITTADINANZA SEGRE. Per il resto si è trattato di una seduta consiliare positiva con l'approvazione delle variazioni di bilancio per le posizioni organizzative presentate dall'assessore Stefano Mariani, e dalla discussione sulla mozione presentata dall'opposizione sui miasmi della discarica, approvata all'unanimità che destina il ristoro concesso dal Cogesa al comune di Sulmona, per mitigare i disagi provocati alla cittadinanza. Infine è stato dato mandato al sindaco di avviare l'iter per la concessione della cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre.
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