Comune di Tornimparte, la denuncia: 40 anni di ritardi

21 Febbraio 2016

TORNIMPARTE. Mentre il sindaco Umberto Giammaria annuncia che si ripresenterà «al giudizio degli elettori» alle prossime amministrative e il centrosinistra all’opposizione ancora non ufficializza la...

TORNIMPARTE. Mentre il sindaco Umberto Giammaria annuncia che si ripresenterà «al giudizio degli elettori» alle prossime amministrative e il centrosinistra all’opposizione ancora non ufficializza la futura squadra per tentare di portare un cambio politico alla guida del Comune (che con i suoi quasi 4mila abitanti e le sue 21 frazioni è uno dei più estesi della provincia) non tutti sono soddisfatti di quanto fatto sinora per lo sviluppo del paese, non solo con l’attuale amministrazione, ma nel corso degli ultimi 40 anni.

A sollecitare una riflessione sulla «lunga agonia» in cui si trova Tornimparte, è uno dei suoi cittadini, Antonio Gianforte.

In una lettera scritta «da un semplice cittadino che ha a cuore le sorti del suo paese» sollecita «la creazione di una squadra di persone onesta che abbia la professionalità per elaborare un programma amministrativo concreto» e dare così al paese la speranza di «uno sviluppo organico nei prossimi anni». «In quarant’anni non siamo riusciti a programmare un piano di sviluppo che costruisse infrastrutture utili, servizi, qualità della vita», scrive Gianforte, che invita a superare la logica «d’interventi estemporanei» e quella «dei proclami di sviluppo usati come promozione soggettiva o spot elettorali mai realizzati». Troppe le questioni rimaste irrisolte per mezzo secolo: «I centri urbani e la scuola nel degrado», sostiene Gianforte, «le strade piene di voragini; le aree commerciali mai nate; la montagna e i pascoli privi di sostegno per lo sviluppo; il piano regolatore chiuso nei cassetti; la raccolta differenziata mai partita; il piano di ricostruzione in alto mare». Infine, la strada di raccordo con lo svincolo autostradale e quindi di collegamento con Roma, «rimasta sul tracciato di un vecchio tratturo», con il progetto di una variante che ancora non vede la luce.