Comune, la scelta dell’Udc infiamma il duello politico

De Angelis a Di Pangrazio: «Vuole il commissariamento solo per scopi personali» L’ex sindaco ribatte: «Intervento scomposto, mio fratello ha piena autonomia»
AVEZZANO. L’accordo con l’Udc pare in dirittura d’arrivo, come certificano le schermaglie politiche sempre più aggressive. Al sindaco dimissionario Gabriele De Angelis non è piaciuta la fuga in avanti del suo rivale Gianni Di Pangrazio. Quest’ultimo ha tenuto a sottolineare che nessun nel partito di Cesa lo tradirà.
«C’è un solo freno alla ripartenza di Avezzano ed è lo stesso ostacolo che la città ha travolto nove mesi fa: Gianni Di Pangrazio, l’ex sindaco bocciato dagli elettori», sottolinea De Angelis, «i cittadini hanno scelto me quale loro sindaco. L’Udc è stato il partito più votato e ciononostante Di Pangrazio ha perso malamente. La sua coalizione non esiste più, ne rimane un gruppo di consiglieri, alcuni dei quali in buona fede, ai quali ha fatto firmare un documento di disponibilità al confronto, smentita dagli atteggiamenti aggressivi e indisponenti di Di Pangrazio, preoccupato dalle pentole che l’amministrazione sta scoperchiando, non ultimo il clamoroso buco del Cam. Non c’è alcun clima avvelenato, come lui sostiene. La verità è che Di Pangrazio non vuole che si ricomponga una solida maggioranza di centrodestra e il suo vero obiettivo è far cadere l’amministrazione. Il motivo è semplice: non potrà fare a meno di sostenere il fratello alle prossime regionali (Giuseppe Di Pangrazio, ndr), ricandidato per la terza volta col Pd, e un’amministrazione sostenuta da Forza Italia, Udc, Lega e civici, in grado di ben amministrare, gli complicherebbe non poco i piani. Se c’è una persona che ha tradito Avezzano per motivi puramente personali è lui. Se non fosse per l’alto senso di responsabilità degli esponenti di Udc, Lega e civici, la città rischierebbe, già lunedì prossimo, di veder arrivare il commissario».
La replica a stretto giro. «L’intervento scomposto di De Angelis la dice lunga sullo stato confusionale in cui versa», sostiene Di Pangrazio, «continua a diffondere fake news nel tentativo di buttarla in caciara: l’ampia disponibilità che ho dato per scongiurare il commissariamento è nota, l’ho fatto proprio per senso di responsabilità e non accetto lezioni da chi ha prodotto solo aggressioni e bufale. Il sindaco da tutti riconosciuto, ma meno votato nella storia di Avezzano, dimentica però di dire che al primo turno ho avuto dagli avezzanesi, personalmente, oltre a quelli delle liste, una valanga di voti più di lui. Se c’è uno che avvelena i pozzi è lui. Spiace dover replicare a una sua sciocca e sconcertante affermazione che chiama in causa un mio familiare: lo stesso ha la sua autonomia e con essa sceglierà i suoi percorsi di vita e politici, come è sempre stato». (r.rs.)
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