Comune, sì a porta Barete e “ni” alla Variante sud

L’AQUILA. A voler fare una sintesi estrema del consiglio comunale di ieri mattina ci sono due cose da dire: è stato dato il via libera al contratto di programma della zona di Santa Croce (che...
L’AQUILA. A voler fare una sintesi estrema del consiglio comunale di ieri mattina ci sono due cose da dire: è stato dato il via libera al contratto di programma della zona di Santa Croce (che significa riscoperta di porta Barete e delocalizzazione a Villa Gioia del condominio civico 207) ed è stato “congelato” il progetto del lotto C (Bazzano-Onna-San Gregorio) della Variante Sud, uno stop che è una obiettiva vittoria dei comitati che si oppongono alla Variante. Fine.
In realtà il dibattito che si è sviluppato per quasi 4 ore ha messo in luce due visioni o modelli di città futura. Su Porta Barete alcuni consiglieri (Vincenzo Vittorini, Angelo Mancini, Ettore di Cesare, Guido Liris), al di là del merito della vicenda, hanno evidenziato un atteggiamento da parte del Comune ambiguo («figli e figliastri» è stato detto). Perché tanta attenzione sulle mura della zona di Santa Croce e nessuna attenzione per altre zone della città dove alcuni edifici sono stati ricostruiti a ridosso delle antiche mura se non addirittura a fianco? La risposta è fin troppo semplice. È mancata – sin dal 2010 – quella famosa “visione” della città da rifondare e non solo da ricostruire, che oggi porta a scelte “d’occasione” che non ridisegnano L’Aquila ma fanno solo piccoli ritocchi. Se la “visione” non c’è stata (magari non solo per colpa del Comune) oggi si fa quello che si può. Con relative polemiche. Anche sulla Variante sud si scontrano due idee di futuro. Da una parte Cialente e i suoi consiglieri “fedelissimi” che guardano alle infrastrutture (ponte sulla Mausonia, Variante sud, altri due svincoli sulla A/24) come l’unica speranza per L’Aquila. Senza strade comode e in grado di decongestionare il traffico cittadino – sostiene il sindaco – il capoluogo rischia di restare isolato rispetto alle altri grandi direttrici di traffico. Cialente che pure ha firmato la mozione di Giustino Masciocco ed Enrico Perilli (Si e Prc) ha fatto capire che la Variante sud va fatta e la decisione definitiva va presa in tempi rapidi.
Opposta a Cialente è la visione di Sinistra italiana, Rifondazione, Appello per L’Aquila, Città che Vogliamo, movimenti civici e comitati (quest’ultimi presenti alla seduta di ieri) che invece guardano alla salvaguardia dell’ambiente, a politiche che puntino sui servizi al cittadino diffusi sul territorio, al contrasto allo spopolamento, alla creazione di occasioni di lavoro per i più giovani, come “armi” per dare un futuro alla zona dell’Aquila. La mozione che dà uno stop alla Variante sud (per avere il tempo di riaprire il confronto pubblico) è stata comunque votata dalla maggioranza che sostiene Cialente anche se a molti il voto favorevole è apparso solo un modo per prendere tempo e non creare una spaccatura politica con Si e Prc (che hanno due assessori in giunta). (g.p.)
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