Comunisti a fianco dei licenziati

23 Aprile 2017

Macera: «Così si umiliano i lavoratori». Acerbo: «Clima dispotico»

SULMONA. La segreteria regionale del Partito Comunista interviene a difesa del capo reparto licenziato alla Magneti Marelli dopo 30 anni di servizio e dell’operaio interinale non riconfermato. Quanto accaduto nello stabilimento sulmonese sarebbe per il Pci «la riprova della deriva presa dal settore metalmeccanico abruzzese». «L’Abruzzo, la Sevel, la Marelli sembrano essere il laboratorio ideale di chi, esaltando Marchionne e dileggiando i sindacati, vuole degradare il lavoro ed umiliare i lavoratori», interviene il segretario regionale Antonio Macera, «un assunto culturale che incide più in generale sui prinicipi di uguaglianza e di giustizia. Solidarizziamo con i lavoratori colpiti e affianchiamo la Fiom-Cgil nel suo solitario compito di denuncia, invitando i partiti ed i sinceri democratici a prendere coscienza di come l’interesse di pochi stia spingendo nel baratro l’intera società». Intanto, domani sciopero di 8 ore da spalmare sui tre turni lavorativi.

Anche l’assessore comunale al Lavoro, Paolo Santarelli, ha chiesto un incontro ai vertici della società per indurla al passo indietro. Stessa cosa che proverà a fare Alessandro Margiotta, l’avvocato del caporeparto licenziato. Maurizio Acerbo, segretario nazionale Prc-Se parla di « clima di dispotismo aziendale dell'Italia del jobs act». «Un capo è troppo amico dei lavoratori?», ironizza, «licenziamolo con un pretesto. Due telai difettosi del cui controllo non era neanche responsabile e comunque individuati immediatamente non costituiscono ragione sufficiente per un provvedimento così pesante. La realtà è che, come ci raccontano diversi operai, il caporeparto è da tempo nel mirino essendo considerato troppo aperto alle ragioni di lavoratori e sindacato. Insieme al caporeparto è stato licenziato il lavoratore interinale che aveva testimoniato la non responsabilità del capo nell'episodio contestato».

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