Con l’Isef la città divenne polo attrattivo

Dall’Istituto di educazione fisica all’odierna Scienze motorie: storia di un’istituzione che ha formato intere generazioni
Cinquant’anni fa nasceva ufficialmente l’Isef . Per celebrare la ricorrenza, il 20 dicembre, alle 16,30, nel Blocco Zero di Coppito si svolgerà un evento organizzato dal corso di laurea in Scienze Motorie del Dipartimento di Scienze Cliniche, Applicate e Biotecnologiche (Discab) che vedrà il coinvolgimento di tutti coloro che a vario titolo hanno segnato lo storico percorso aquilano dell’Istituto superiore di educazione fisica e il passaggio poi al corso di Scienze motorie. Ospitiamo sull’argomento un intervento del professor Fernando Vaccarelli, ex docente Isef, che ripercorre la storia della nascita e del consolidamento dell’Isef.
L’idea della costituzione dell’Isef è del professor Vincenzo Bonanni che ha avuto la ferma convinzione che la città dell’Aquila avesse le condizioni necessarie per lo sviluppo di questa istituzione e potesse rappresentare un punto di arrivo da tutta la Regione. Una figura importante, con la quale individuò i percorsi fondamentali da compiere, fu padre Osvaldo Lemme. Un’accoppiata in perfetta sinergia: il personaggio Bonanni con la sua grande personalità e la forza delle proprie argomentazioni. Padre Osvaldo, pensatore e tessitore silenzioso. Avevano perfettamente capito che la meta era difficile da raggiungere. Il primo scoglio da superare fu quello trovare un Ente di Diritto Pubblico che potesse promuovere l’iniziativa in ottemperanza con la Legge 88/58. Un’altra figura essenziale dell’Isef dell’Aquila è stato il professor Giovanni Leonardis (lo vedremo direttore Isef negli anni Ottanta del secolo scorso) che, stando all’interno della struttura Ospedaliera, ebbe una parte fondamentale con il presidente dell’Ente Ospedale, il commendatore Pasquale Santucci. Il consiglio di amministrazione dell’Ente Ospedale del 7 dicembre 1965 espresse sostegno alla costituzione dell’Isef sebbene non potesse finanziare la costituenda istituzione, che sarà sovvenzionata dal Comune, dalla Provincia , dalla Cassa di Risparmio dell’Aquiila e dalla Camera di Commercio. In attesa della realizzazione del Consorzio venne nominato un Comitato provvisorio composto da Pasquale Santucci, presidente dell’Ospedale quale Ente promotore, Umberto Albano sindaco dell’Aquila, Mario Arpea designato dalla Provincia, Elio Sericchi presidente della Cassa di Risparmio; Mario Scataglini della Camera di Commercio, il notaio Carlo Galeota come segretario. Regista di tutto fu lui, Vincenzo Bonanni: fece emanare dal Comitato il bando di concorso per l’ammissione di 110 allievi per l’anno accademico 1965/66 e con la collaborazione del professor Gianfranco Natali riuscì a far accettare al prestigioso professor Lunedei, preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze, l’incarico di primo direttore dell’Isef. Il 30 gennaio 1966 alle ore 10 nella sala delle riunioni del Consiglio Provinciale ebbe luogo l’inaugurazione dell’anno accademico 1965/66 dell’Istituto Superiore di Educazione Fisica. Il direttore tenne la prolusione che sancì di fatto l’inizio della istituzione. L’avvio ufficiale dei corsi ebbe luogo il primo di febbraio nella Cattedra Bernardiniana: sei ore al giorno con un gruppo di insegnanti di notevole rilievo sia per le discipline scientifiche che tecniche. Il braccio di ferro con il ministero della Pubblica Istruzione continuava. Addirittura il Consiglio superiore della pubblica amministrazione in data 17 maggio 1966 espresse parere contrario perché all’Aquila mancava la facoltà di Medicina e, pertanto, i corsi in essere avevano carattere privato con la conseguente mancanza di valore legale degli studi. Il prefetto dell’Aquila decretò l’approvazione della costituzione del Consorzio volontario e il 15 novembre 1966, venne nominato un Commissario prefettizio nella persona di Pasquale Santucci che, come primo atto, emanò il bando di concorso per l’ammissione all’anno accademico 1966/67. Il 1967 trascorse senza nessun passo avanti nella trattativa, però nell’ambito studentesco incominciarono a serpeggiare dubbi e timori tanto che le autorità locali temettero che anche all’Aquila, come era avvenuto a Perugia, potessero esserci scioperi e disordini. Il 2 gennaio 1968 il sindaco dell’Aquila Tullio de Rubeis sollecitò il Direttore generale della pubblica istruzione alla risoluzione della vicenda. La situazione si fece sempre più tesa tanto che il prefetto si rese conto che la situazione poteva sfuggire al controllo. Il 7 febbraio 1968 ci fu uno sciopero che fu appoggiato dai Consigli di Facoltà di Pescara, Chieti e Teramo, e i sindaci di queste città espressero ufficialmente al sindaco dell’Aquila il loro appoggio. L’onorevole Giuseppe Fracassi inserì l’Isef dell’Aquila nella proposta di legge Venturi per il riconoscimento degli Isef di Perugia ed Urbino. I ministri Gaspari e Natali, il sindaco dell’Aquila e il presidente della Provincia si mossero all’unisono per chiudere la partita. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione fu accerchiato dalle motivazioni portate dai nostri professori Lunedei, Famiani e Leonardis che ottennero il pareggiamento dall’anno accademico 1965/66. Finalmente giunse il riconoscimento sancito con Dpr del 28 ottobre 1968 numero 1369. L’impegno “per far sempre di più e meglio” indusse il professor Bonanni a continuare a lavorare assiduamente per dare una impostazione tecnica e metodologica rispondente ai tempi. Dal 1976/77 furono aperte le sedi di Cagliari e Cassino e nel 1978/79 anche la sede di Foggia e dal 1982/83, in collaborazione con la Scuola centrale del Coni dell’Acquacetosa a Roma, si svolsero corsi di specializzazione post-diploma. Il 19 aprile 1984 Vincenzo Bonanni ci lasciò. Nell’orazione funebre nella chiesa di San Bernardino padre Osvaldo Lemme ripercorse l’esistenza e la storia della “sua creatura”. È doveroso, in questa occasione irripetibile, ricordare brevemente le vicende della costituzione dell’Isef dell’Aquila, per rafforzare lo spirito di appartenenza che se resta vivo, è senz’altro un segno di gratitudine verso l’Istituzione , e nei riguardi del suo fondatore e di tutti coloro che hanno proseguito nella direzione da lui tracciata, che hanno messo oltre il sapere anche il cuore».
*ex docente Isef
L’idea della costituzione dell’Isef è del professor Vincenzo Bonanni che ha avuto la ferma convinzione che la città dell’Aquila avesse le condizioni necessarie per lo sviluppo di questa istituzione e potesse rappresentare un punto di arrivo da tutta la Regione. Una figura importante, con la quale individuò i percorsi fondamentali da compiere, fu padre Osvaldo Lemme. Un’accoppiata in perfetta sinergia: il personaggio Bonanni con la sua grande personalità e la forza delle proprie argomentazioni. Padre Osvaldo, pensatore e tessitore silenzioso. Avevano perfettamente capito che la meta era difficile da raggiungere. Il primo scoglio da superare fu quello trovare un Ente di Diritto Pubblico che potesse promuovere l’iniziativa in ottemperanza con la Legge 88/58. Un’altra figura essenziale dell’Isef dell’Aquila è stato il professor Giovanni Leonardis (lo vedremo direttore Isef negli anni Ottanta del secolo scorso) che, stando all’interno della struttura Ospedaliera, ebbe una parte fondamentale con il presidente dell’Ente Ospedale, il commendatore Pasquale Santucci. Il consiglio di amministrazione dell’Ente Ospedale del 7 dicembre 1965 espresse sostegno alla costituzione dell’Isef sebbene non potesse finanziare la costituenda istituzione, che sarà sovvenzionata dal Comune, dalla Provincia , dalla Cassa di Risparmio dell’Aquiila e dalla Camera di Commercio. In attesa della realizzazione del Consorzio venne nominato un Comitato provvisorio composto da Pasquale Santucci, presidente dell’Ospedale quale Ente promotore, Umberto Albano sindaco dell’Aquila, Mario Arpea designato dalla Provincia, Elio Sericchi presidente della Cassa di Risparmio; Mario Scataglini della Camera di Commercio, il notaio Carlo Galeota come segretario. Regista di tutto fu lui, Vincenzo Bonanni: fece emanare dal Comitato il bando di concorso per l’ammissione di 110 allievi per l’anno accademico 1965/66 e con la collaborazione del professor Gianfranco Natali riuscì a far accettare al prestigioso professor Lunedei, preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Firenze, l’incarico di primo direttore dell’Isef. Il 30 gennaio 1966 alle ore 10 nella sala delle riunioni del Consiglio Provinciale ebbe luogo l’inaugurazione dell’anno accademico 1965/66 dell’Istituto Superiore di Educazione Fisica. Il direttore tenne la prolusione che sancì di fatto l’inizio della istituzione. L’avvio ufficiale dei corsi ebbe luogo il primo di febbraio nella Cattedra Bernardiniana: sei ore al giorno con un gruppo di insegnanti di notevole rilievo sia per le discipline scientifiche che tecniche. Il braccio di ferro con il ministero della Pubblica Istruzione continuava. Addirittura il Consiglio superiore della pubblica amministrazione in data 17 maggio 1966 espresse parere contrario perché all’Aquila mancava la facoltà di Medicina e, pertanto, i corsi in essere avevano carattere privato con la conseguente mancanza di valore legale degli studi. Il prefetto dell’Aquila decretò l’approvazione della costituzione del Consorzio volontario e il 15 novembre 1966, venne nominato un Commissario prefettizio nella persona di Pasquale Santucci che, come primo atto, emanò il bando di concorso per l’ammissione all’anno accademico 1966/67. Il 1967 trascorse senza nessun passo avanti nella trattativa, però nell’ambito studentesco incominciarono a serpeggiare dubbi e timori tanto che le autorità locali temettero che anche all’Aquila, come era avvenuto a Perugia, potessero esserci scioperi e disordini. Il 2 gennaio 1968 il sindaco dell’Aquila Tullio de Rubeis sollecitò il Direttore generale della pubblica istruzione alla risoluzione della vicenda. La situazione si fece sempre più tesa tanto che il prefetto si rese conto che la situazione poteva sfuggire al controllo. Il 7 febbraio 1968 ci fu uno sciopero che fu appoggiato dai Consigli di Facoltà di Pescara, Chieti e Teramo, e i sindaci di queste città espressero ufficialmente al sindaco dell’Aquila il loro appoggio. L’onorevole Giuseppe Fracassi inserì l’Isef dell’Aquila nella proposta di legge Venturi per il riconoscimento degli Isef di Perugia ed Urbino. I ministri Gaspari e Natali, il sindaco dell’Aquila e il presidente della Provincia si mossero all’unisono per chiudere la partita. Il Consiglio superiore della pubblica istruzione fu accerchiato dalle motivazioni portate dai nostri professori Lunedei, Famiani e Leonardis che ottennero il pareggiamento dall’anno accademico 1965/66. Finalmente giunse il riconoscimento sancito con Dpr del 28 ottobre 1968 numero 1369. L’impegno “per far sempre di più e meglio” indusse il professor Bonanni a continuare a lavorare assiduamente per dare una impostazione tecnica e metodologica rispondente ai tempi. Dal 1976/77 furono aperte le sedi di Cagliari e Cassino e nel 1978/79 anche la sede di Foggia e dal 1982/83, in collaborazione con la Scuola centrale del Coni dell’Acquacetosa a Roma, si svolsero corsi di specializzazione post-diploma. Il 19 aprile 1984 Vincenzo Bonanni ci lasciò. Nell’orazione funebre nella chiesa di San Bernardino padre Osvaldo Lemme ripercorse l’esistenza e la storia della “sua creatura”. È doveroso, in questa occasione irripetibile, ricordare brevemente le vicende della costituzione dell’Isef dell’Aquila, per rafforzare lo spirito di appartenenza che se resta vivo, è senz’altro un segno di gratitudine verso l’Istituzione , e nei riguardi del suo fondatore e di tutti coloro che hanno proseguito nella direzione da lui tracciata, che hanno messo oltre il sapere anche il cuore».
*ex docente Isef

