Concia, una morte sospetta Il gip vuole un’altra perizia

Nuova opposizione all’archiviazione richiesta dal pm sulla tragica fine del 53enne L’ex presidente del Cai Avezzano visitato e dimesso due volte dal pronto soccorso
AVEZZANO. Niente archiviazione per la morte del 53enne Piero Concia: il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, boccia l’ennesima richiesta del pm Roberto Savelli mirata a chiudere il procedimento che vede indagati per omicidio colposo due medici del pronto soccorso dell’ospedale di Avezzano. Il gip ha ordinato al pm di eseguire una nuova consulenza tecnica e l’esecuzione di eventuali «indagini consequenziali» su quanto accaduto nel luglio 2015.
L’ex presidente del Cai venne visitato e dimesso per due volte dal pronto soccorso, prima di essere operato in extremis. Il gip, quindi, a differenza del pm, che per due volte ha chiesto l’archiviazione del procedimento, ritenendo escludersi qualsiasi profilo di colpa in capo ai presunti responsabili della vicenda, non è convinto dell’incolpevolezza dei medici. Dubbi che trovano supporto nella consulenza stilata dal dottor Emilio Gentile Warschauer, dove si evidenzia che «se i medici avessero effettuata una corretta diagnosi con tempestiva terapia vi sarebbe stata una riduzione delle probabilità dell’esito infausto», ovvero la morte del 53enne. «Pur comprendendo la mole di lavoro presente all’interno della struttura sanitaria del pronto soccorso e il disagio in cui si trovano a vivere tutti i giorni i sanitari», sostiene l’avvocato Roberto Verdecchia, che assiste la moglie di Concia, Paola Zarroli, «non si può disconoscere che il comportamento da parte di alcuni dipendenti nell’occasione abbia dato adito a seri dubbi non solo sulla professionalità degli stessi, tali da essere molto vicino ai parametri della incapacità, negligenza e imperizia che indirettamente hanno portato al decesso». La vicenda, con il drammatico epilogo, avvenne i primi giorni di luglio del 2015, quando l’allora 53enne si recò al pronto soccorso in preda a forti dolori all’addome. L’uomo fu visitato e dimesso poco dopo con una diagnosi di semplice lombalgia. Stesso copione in un secondo momento, poiché Concia, a causa dei forti dolori, tornò al pronto soccorso, ma anche questa visita terminò con le dimissioni e un appuntamento per il giorno successivo. Al terzo disperato tentativo l’ex presidente del Cai fu sottoposto ad accertamenti clinici che evidenziarono la reale patologia: l’uomo fu sottoposto immediatamente a un intervento chirurgico, ma purtroppo era tardi. Sconvolti dal dolore, ma decisi a fare piena luce sulla vicenda, i familiari del 53enne presentarono denuncia all’autorità giudiziaria. (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

