Concorso per la polizia locale solo a residenti

21 Ottobre 2022

Il Comune di Celano cerca due agenti. Grippo, ex comandante dell’Aquila: «È una scelta dannosa»

CELANO. Il Comune di Celano cerca due agenti di polizia locale. Il concorso è riservato solo ai residenti dei 37 Comuni della Marsica. C’è tempo fino al 12 novembre prossimo alle 23.59 per inviare la domanda d’ammissione e aspirare a diventare un componente del corpo di polizia locale della Marsica (comprende Avezzano e Celano). Tra i requisiti, oltre alla cittadinanza italiana, al godimento dei diritti politici, alla maggiore età, al diploma di maturità e alla patente di guida “A” e “B” è richiesta anche la residenza da almeno tre mesi in uno dei comuni della Marsica. Una decisione, quest’ultima, che ha destato stupore tra gli addetti ai lavori. Nell’articolo citato nel bando viene chiarito che «il principio della parità di condizioni per l’accesso ai pubblici uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale all’assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato». Su casi analoghi, però, la giurisprudenza amministrativa si è già espressa precisando che «risulta inammissibile qualificare il requisito della residenza presso il Comune promotore del concorso come aprioristica condizione di partecipazione alla procedura concorsuale». Così è intervenuto Ernesto Grippo, ex comandante della polizia locale di Pescara, L’Aquila, Cesena e Vasto. «Non si può, per la logica della vicinanza, bandire un concorso riservato solo a chi ha la residenza in uno dei 37 comuni della Marsica», ha commentato Grippo, «alla luce della stima che nutro nei confronti del comandante della polizia locale, Luca Montanari, mi auguro che venga contestato questo bando. Chiedere il domicilio in un Comune all’atto dell’assunzione è una scelta intelligente per organizzare il lavoro ed evitare disagi, ma pretendere il domicilio al momento del concorso non può essere una precondizione per partecipare. Credo che una scelta del genere sia dannosa soprattutto per i giovani perché non gli consente di credere ancora nei concorsi. Proprio per questo mi batto da anni affinché le selezioni pubbliche siano corrette».
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