Condannato per stupro: il calciatore non va in campo

Il caso di Bra: dopo la sentenza. Perseu fuori dai convocati per la partita che la Fc Avezzano disputerà oggi contro la Fucense: si valuta la separazione
AVEZZANO. Fausto Perseu non scenderà in campo nella sfida che la Fc Avezzano disputerà oggi a Trasacco contro la Fucense. Il calciatore biancoverde, condannato in primo grado a quattro anni e due mesi di reclusione per violenza sessuale di gruppo dal Tribunale di Asti, non figura nell'elenco dei convocati. Una decisione che arriva all'indomani della sentenza di primo grado relativa agli abusi commessi ai danni di una studentessa ventenne a Bra, in Piemonte, quando il giocatore militava nella formazione locale. Da quanto si apprende, l'esclusione dalla gara sarebbe riconducibile a una scelta di natura tecnica, maturata anche con l'intento di tutelare il calciatore in un momento particolarmente delicato dopo il verdetto giudiziario. Ma le conseguenze della vicenda potrebbero andare oltre la mancata convocazione. Secondo alcune indiscrezioni, all'interno della società biancoverde, che ha preferito scegliere la strada del silenzio, sarebbero infatti in corso valutazioni sul futuro di Perseu, con l'ipotesi di una possibile separazione tra il giocatore e il club. Nessuna decisione definitiva sarebbe stata ancora assunta, ma sviluppi potrebbero arrivare già nel corso della prossima settimana. La Fc Avezzano, interpellata sulla vicenda, ha preferito non rilasciare dichiarazioni ufficiali.
La condanna è stata pronunciata dal giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Asti, Victoria Dunn, al termine del processo celebrato con rito abbreviato. Insieme a Perseu, 24 anni, è stato condannato a quattro anni e due mesi anche l'ex compagno di squadra Alessio Rosa, 23 anni, mentre a Christ Jesus Mawete, 21 anni, sono stati inflitti tre anni e otto mesi. I fatti risalgono a una serata di festeggiamenti a Bra, dopo la promozione della squadra in serie C. Secondo la ricostruzione accolta dal giudice, la giovane aveva raggiunto l'abitazione di Perseu nell'ambito di una frequentazione personale, ritrovandosi poi a subire una violenza sessuale di gruppo da parte dei tre calciatori. Gli abusi sarebbero stati anche ripresi con un telefono cellulare e il filmato condiviso in una chat della squadra. Rosa rispondeva inoltre dell'accusa di diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite. Nel corso del procedimento la ragazza ha raccontato i drammatici momenti vissuti nell'appartamento, dichiarando davanti al giudice: «Per sopravvivere mi sono finta morta». Tra gli elementi esaminati dagli inquirenti anche le conversazioni telefoniche e i messaggi scambiati dagli imputati dopo l'episodio, ritenuti rilevanti nella ricostruzione dei fatti. Il Tribunale ha disposto anche il pagamento di una provvisionale di 150mila euro in favore della persona offesa e della sua famiglia. La sentenza non è definitiva. Perseu ha contestato le accuse e i suoi difensori hanno annunciato l'intenzione di presentare appello. La difesa ha sostenuto nel corso del procedimento la consensualità dei rapporti, una ricostruzione che non è stata accolta dal giudice di primo grado.
Intanto, ad Avezzano, resta aperta la questione sportiva. La mancata convocazione per la trasferta di Trasacco rappresenta il primo effetto concreto della vicenda sulla presenza del giocatore nella squadra. I prossimi giorni potrebbero essere decisivi per chiarire se si tratti soltanto di un'esclusione temporanea oppure dell'inizio di un percorso destinato a concludersi con la separazione tra Perseu e la società biancoverde.
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