Confagricoltura fa l’esame ai tre candidati

Prima uscita congiunta di Legnini, Marsilio e Marcozzi all’assemblea degli operatori del Fucino e dell’intera provincia
AVEZZANO. Primo round nel cuore del Fucino, al Castello Orsini-Colonna, “a reti unificate” per la campagna elettorale degli aspiranti governatori abruzzesi, Giovanni Legnini, Marco Marsilio e Sara Marcozzi, chiamati da Confagricoltura L'Aquila, riunita nell’assemblea dei soci, a una full immersion sulle tante questioni aperte e sulle attese del settore agricolo dal governo regionale che verrà.
Giunti tutti in anticipo sulla tabella di marcia del convegno sul tema: “Agricoltura, Agroalimentare, Agroindustria” – in agenda per le 10.40 – nell'antico maniero, gremito da imprenditori e politici, i tre contendenti, seduti fianco a fianco, hanno declinato le loro ricette per il rilancio dell'assessorato che governa il comparto agricolo – un settore importante per il Pil della Regione – da riorganizzare e potenziare, secondo Confagricoltura. Strada che, seppure con diverse sfumature, anche per non deludere le aspettative degli imprenditori agricoli, è stata condivisa dagli aspiranti governatori, chiamati dal giornalista di “Agricoltura Oggi”, Pasquale Tritapepe, a espimere il loro punto di vista su obiettivi-cardini messi sul tavolo dal direttore di Confagricoltura, Stefano Fabrizi. La sfida senza vincitori – per il responso bisognerà attendere il voto degli abruzzesi il 10 febbraio – aperta dai saluti dei due presidenti di Confagricoltura, Fabrizio Lobene (L'Aquila) e Bernardo Savini Giosia Bernardi (Teramo), che hanno esortato i politici a un cambio di passo per sostenere il mondo produttivo, ha dato il via ufficiale alla corsa verso la poltrona di presidente della Regione Verde d'Europa. Due ore intense, nel solco del fair play, chiuse con l'impegno a non deludere le aspettative del mondo agricolo marsicano e abruzzese. Una “prima” apprezzata dagli organizzatori. «È stato un confronto utile», afferma il presidente di Confagricoltura, Fabrizio Lobene, «che ci ha consentito di far conoscere agli aspiranti presidenti le aspettative del mondo produttivo e le criticità della macchina amministrativa regionale, che va adeguata sia in termini di assunzioni che di formazione e rinnovo di funzionari e dirigenti. Serve un nuovo corso condiviso, fondato su politiche innovative per le filiere produttive in costante evoluzione, che ha bisogno di interventi adeguati del governo regionale in termini di servizi pubblici. E una collaborazione fattiva con i corpi intermedi. Questa è la strada per il buon funzionamento della macchina amministrativa, per non perdere fondi europei, trovare le soluzioni migliori per il contenimento dei danni della fauna selvatica e coniugare le diverse esigenze del mondo agricolo e degli ambientalisti».
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