Confcommercio Il direttore Cioni va in pensione

Lascia dopo 25 anni di battaglie per i tanti associati «Gli eroi sono quelli che ancora alzano le saracinesche»
L’AQUILA. Per oltre 25 anni Celso Cioni ha diretto la Confcommercio della provincia dell’Aquila. Da dicembre, all’età di 64 anni, ha lasciato la guida dell’associazione, per il pensionamento. Le sue battaglie in difesa del territorio e delle imprese hanno fatto la storia della città. Capace anche di gesti estremi come quando, il 13 gennaio del 2014, si barricò nella filiale di Bankitalia minacciando di darsi fuoco «se il governo non avesse rivisto le condizioni del sistema bancario nei comuni del cratere». O come quando, qualche mese fa, provocatoriamente, fece una passeggiata in piazza Duomo con appeso al collo un cartello che inneggiava «a una maggiore solidarietà». E ancora, nel 2017, in slip per protestare contro la realizzazione di Megalò 2. Ma L’Aquila, e l’Abruzzo intero, lo ricordano anche subito dopo il sisma, in prima fila nelle verifiche statiche dei locali delle attività commerciali e nell'impegno estenuante per il bando Fare Centro. «Ho iniziato a frequentare il mondo associativo da bambino», dice Cioni, «ho iniziato questo lungo percorso quasi per caso. Non avrei mai immaginato dove mi avrebbe portato. I miei eroi restano quei commercianti che continuano ad alzare la saracinesca, nonostante tutto».
GUERRIERO DI CAPESTRANO. Il Consiglio direttivo della Confcommercio, nell’ultima riunione, ha inteso premiare «il lungo percorso dell’ex direttore provinciale e la caparbietà con cui ha portato avanti le battaglie in difesa del territorio e delle imprese», donandogli il Guerriero di Capestrano. «Se un’associazione cresce di anno in anno è anche merito del direttore, che è stato per tanti anni motore dell’organizzazione», ha detto il presidente regionale, Roberto Donatelli. Cioni non verrà sostituito. La guida della Confcommercio provinciale sarà affidata ai 18 membri del consiglio direttivo, al presidente Donatelli e ai vicepresidenti, Alberto Capretti e Gabriella Dell’Olio.
STORIA DI FAMIGLIA. «Mio nonno Celso è stato tra i fondatori della Confcommercio nel 1945 e mio padre per decenni ne è stato dirigente», ricorda Cioni. «Nei primi anni Ottanta sono entrato in Confindustria, fondando il gruppo giovani, e alla fine degli anni Novanta mi fu proposto questo prestigioso incarico. Un’esperienza straordinaria sempre a contatto con i miei eroi: i piccoli imprenditori che, in questi anni, sono stati vittime di errori politici enormi come la diffusione, senza senso, della grande distribuzione in Abruzzo e del disastro della finanziarizzazione dell’economia, con le imprese strangolate dalle banche locali».
GRAZIE A TUTTI. Cioni ha voluto rivolgere «un ringraziamento particolare ai commercianti, che combattono ogni giorno per alzare le saracinesche e illuminare le vetrine dei paesi e dei centri storici, al presidente nazionale, Sangalli e al presidente regionale Donatelli, che hanno supportato la mia entusiasmante esperienza».
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