Confermati duecento esuberi nei call center della 3G

3 Luglio 2014

SULMONA. Un verbale di incontro che è servito solo a ribadire la distanza fra le parti nella delicata vertenza della 3G. Nemmeno il lungo incontro nella sede romana del call center, che ha uno...

SULMONA. Un verbale di incontro che è servito solo a ribadire la distanza fra le parti nella delicata vertenza della 3G. Nemmeno il lungo incontro nella sede romana del call center, che ha uno stabilimento in città, è servito a trovare l’accordo sui 200 esuberi annunciati. I sindacati restano molto preoccupati e la paura è che anche accogliendo le richieste dell’azienda i posti di lavoro non vengano salvati. Molto critico Piero Peretti, segretario regionale dell’Ugl, che ha partecipato al vertice. «L’azienda chiede di estendere i contratti di solidarietà dal 25 per cento attuale al 38, il massimo previsto, per abbassare i costi degli stipendi» spiega il sindacalista «e ci ha detto della volontà di estendere tale percentuale anche solo su singoli servizi. Questa ultima clausola ci vede fortemente contrari, visto che non siamo d’accordo nella realizzazione di riserve indiane, o meglio di reparti in cui potrebbero venire ghettizzati i dipendenti che vengono ritenuti scomodi. Ora entro il 15 luglio avvieremo il confronto con gli operatori per poi arrivare alla firma di un accordo con la società, che però su Campobasso e Sulmona annuncia esuberi e in un altro stabilimento del Molise assume nuovi lavoratori».

Non è riuscito a scongiurare lo stato di crisi già annunciato a gennaio nemmeno il comma 22 della legge di stabilità, che prevedeva incentivi per i call center. Visto il percorso di stabilizzazione avviato negli anni scorsi, la normativa avrebbe dovuto dare una boccata di ossigeno all’azienda e ai 400 dipendenti in contratto di solidarietà. (f.p.)

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