Confetti per Martina, fiori a sua madre

Il dramma di Capistrello: addio alle donne morte nello schianto. Richiamo del sacerdote sui pericoli della strada
CAPISTRELLO. Confetti e riso lanciati sulla bara bianca di Martina Bucci. Applausi, fiori e lacrime per la mamma Nicolina Palleschi. La comunità di Capistrello si è fermata per dare l’addio alle due donne morte nell’incidente di venerdì scorso sulla superstrada del Liri. Piazza San Giuseppe, via San Silvio e il sagrato della chiesa gremiti da familiari, amici e conoscenti che hanno voluto stringersi a Osvaldo, padre e marito, ad Angelo, figlio e fratello, e alla numerosa famiglia Palleschi, con le sorelle di Nicolina, Mafalda, Assunta, Maria Grazia, Nadia, Annarita, Gabriella e Lina, e con il fratello Cesidio distrutti dal dolore. C’erano anche la squadra di calcio del Capistrello, di cui Cesidio Palleschi è direttore sportivo, e tanti rappresentanti dell’amministrazione comunale. Non una parola. La folla ha atteso in silenzio, con gli occhi velati dalle lacrime e nascosti da occhiali scuri, l’arrivo delle salme avvolte da fiori gialli e bianchi. Con un lungo applauso l’intero paese in lutto, con serrande abbassate e attività commerciali chiuse, ha accolto mamma e figlia portate a spalla tra la gente. Provato per l’accaduto anche il sacerdote, don Antonio Sterpetti, che con Nicolina aveva un rapporto di «amicizia e stima reciproca». Decine di corone e cuscini di fiori inviate da persone che con Nicolina e Martina hanno condiviso un pezzo di vita. «Molti si chiedono perché Dio permette queste disgrazie? Non è Dio che le permette, Dio vuole la vita, la libertà, la pace», ha affermato il sacerdote durante l’omelia, con la voce rotta dall’emozione, «questi episodi sono dovuti alla libertà dell’uomo, male usata. Dio ci ha creato e ci ha arricchito di tanti doni, ma l’uomo non sempre li usa per il bene. Spesso si rivela imprudente e privo di responsabilità. Nelle strade vuole correre, fare sorpassi azzardati, senza rispettare le norme della strada. La libertà è il dono più grande che Dio ci ha dato, ma l’uomo spesso lo usa male». La funzione, commossa e partecipata, si è conclusa con un lungo applauso, mentre le salme uscivano con difficoltà fuori dalla chiesa, fermate di continuo dai fedeli che volevano toccarle e baciarle in segno di affetto e vicinanza. Quando sono arrivate sul sagrato, poi, delle giovani in lacrime hanno buttato confetti e riso per Martina che, come ricordato da don Antonio, era pronta per creare una famiglia con il suo fidanzato Stefano. Nel cielo di Capistrello tanti palloncini bianchi.
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