Consiglieri in isolamento, seduta da casa

Presenze alla riunione da remoto dopo il contagio di una dirigente. Scontro sui debiti fuori bilancio
SULMONA. I soliti debiti fuori bilancio da approvare e una serie di interpellanze da parte della minoranza per fare chiarezza su importanti temi come l’affidamento del teatro comunale “Maria Caniglia” e la mancata riscossione degli affitti sugli edifici comunali.
È stata una seduta piuttosto frizzante quella dell’ultimo consiglio del 2020 andata in scena ieri a Palazzo San Francesco. Una seduta che si è aperta con l’immancabile polemica innescata dal consigliere Elisabetta Bianchi sulla decisione «per motivi precauzionali», presa in mattinata dalla presidente del consiglio Katia Di Marzio, di svolgere l’assise civica in presenza e in remoto per dare la possibilità ai consiglieri e dipendenti in quarantena, a seguito della positività al virus di una dirigente del Comune, di partecipare anche da casa alla seduta di fine d’anno. Decisione contestata dalla Bianchi che ha annunciato ricorso al prefetto. Per il resto è stato un botta e risposta tra assessori e consiglieri d’opposizione con l’assessore alla Cultura, Manuela Cozzi, a fare chiarezza sull’ambizioso progetto presentato nei giorni scorsi sul “Caniglia”. «La giunta non ha posto in essere atti riconducibili alla sfera applicativa del codice dei contratti», ha precisato Cozzi in risposta alla richiesta della minoranza, «né la delibera di giunta ha riguardato la concessione di beni e di servizi». Infatti alla società Meta non è stata data la gestione esclusiva del teatro comunale, riservando ad essa solo venti giorni in un anno. I restanti 345 giorni sono sempre a totale disposizione del Comune, che quindi non si è privato della disponibilità della struttura. Tutto questo per un anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021.
Passando ai debiti fuori bilancio, trattati prima delle interpellanze e interrogazioni e approvati nella seduta consiliare per circa centomila euro, l’assessore al contenzioso, Luigi Di Cesare, ha affermato che «il Comune non è un bancomat», rispondendo alle obiezioni e critiche mosse dall’opposizione. I consiglieri di minoranza avevano osservato che i casi di vertenze contro il Comune sono sempre più frequenti e che spesso l’ente soccombe senza una preventiva prognosi sugli esiti stessi delle vertenze. I debiti fuori bilancio esaminati sono relativi a ricorsi presentati da dipendenti comunali e professionisti per vertenze di lavoro intentate nei confronti del Comune. Di Cesare ha annunciato di aver già avviato un’attenta e dettagliata ricognizione delle situazioni relative a vertenze intentate contro il Comune, riordinando tutta la materia ed evitando per il futuro che alcune situazioni di soccombenza possano ripetersi, imponendo esborsi di denaro pubblico. Stessa ricognizione è stata messa in atto per quanto riguarda la gestione degli immobili di proprietà del Comune dati in affitto a privati. (c.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

