Consiglio, Di Masci nuovo vicepresidente

Sulmona, subentra a Ranalli con 14 voti a favore e due schede bianche Poi contesta il posto occupato sugli scranni dalla Salvati ora all’opposizione
SULMONA. Rispuntano le tensioni in maggioranza e al suo ritorno in aula dopo otto mesi, il consigliere Roberta Salvati crea di nuovo subbuglio sulla scelta del posto dove sedersi dopo il suo passaggio all’opposizione. Doveva essere un consiglio comunale tranquillo con all’ordine del giorno la ratifica della surroga dell’entrata in assise del nuovo consigliere comunale Claudia Fauci, al posto del dimissionario Fabio Ranalli e la discussione sul bilancio consolidato del Comune e delle società partecipate Cogesa e Saca. Invece è andato in scena uno spettacolo a tratti deprimente sul posto dove doveva sedersi la Salvati tanto che è dovuta intervenire la presidente del consiglio Katia Di Marzio, la quale dopo aver sospeso la seduta ha assegnato dei posti provvisori in attesa di una ridefinizione dell’intero assetto del consiglio comunale tenendo conto dei vari gruppi politici che, si sono formati. Una volta sistemato il nuovo caso Salvati, il consiglio ha ripreso il suo lavoro, ma senza il sindaco Annamaria Casini che non si è presentata per un improvviso malore accusato nella notte precedente la seduta. In realtà l’indisposizione sarebbe stata provocata da un’accesa polemica avuta con il consigliere di maggioranza Andrea Ramunno, che aveva proposto un ordine del giorno della maggioranza da presentare in consiglio sulla discarica del Cogesa che, con il suo cattivo odore, continua a far penare i residenti della frazione delle Marane. Tutto liscio invece sia per quanto riguarda la surroga del consigliere comunale, sia per l’elezione del nuovo vice presidente del consiglio. Claudia Fauci, dopo essersi seduta sul suo banco consiliare, ha fatto la sua dichiarazione di appartenenza al gruppo del Pd, dell’ex sindaco Bruno Di Masci che a sua volta è stato eletto nuovo vice presidente dell’assise civica, al posto del dimissionario Fabio Ranalli. Un’elezione avvenuta con 14 voti favorevoli e 2 schede bianche. Un’elezione che ha di fatto riproposto il problema dell’appartenenza al Pd del Gruppo dimasciano che era stato diffidato dall’uso del simbolo anche con una lettera inviata dal segretario provinciale e commissario del circolo cittadino del Pd, Francesco Piacente, al presidente del consiglio Katia Di Marzio. «Non accettiamo nessuna lezione di democrazia da chi è stato rinviato a giudizio», ribadisce Di Masci, «non è suo compito dire chi fa parte o non fa parte del Pd, e buona cosa sarebbe autosospendersi dal partito in attesa di definire la sua posizione in processo». «Da tempo il partito ha diffidato i consiglieri comunali ex Pd, a non utilizzare il simbolo del partito», è la replica di Piacente, «il partito nei suoi organi dirigenti è l'unico titolare dell'uso del simbolo».
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