Consiglio di Stato No all’esproprio di un’area a Ocre

2 Marzo 2015

Il Comune di Ocre non poteva costruire la Casa della cultura sui terreni privati inizialmente espropriati per la realizzazione dei Map. Il Consiglio di Stato ha rigettato l'istanza con cui il Comune...

Il Comune di Ocre non poteva costruire la Casa della cultura sui terreni privati inizialmente espropriati per la realizzazione dei Map.

Il Consiglio di Stato ha rigettato l'istanza con cui il Comune di Ocre chiedeva la riforma di una sentenza del Tar Abruzzo che lo aveva visto soccombere.

Nella sentenza, infatti, il Tribunale amministrativo regionale aveva dato ragione alla proprietaria del terreno in questione. Dopo un primo esproprio per consentire la realizzazione di Map, il Comune di Ocre, abusando dei poteri derivanti dalle ordinanze emessa dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, aveva deciso di utilizzare quell’area a Cavalletto d’Ocre, per la costruzione di una Casa della cultura. Per la proprietaria del terreno, Marisa Rita Ferrauti – assistita dagli avvocati Emilio Bafile e Cesidio Gualtieri – “archiviate” le procedure espropriative regolate dalle ordinanze emergenziali, la realizzazione di una casa della cultura sarebbe dovuta rientrare tra gli interventi che necessitano di normali procedure ablatorie. Dello stesso avviso il Consiglio di Stato che ha quindi rigettato il ricorso del Comune.