Consorzi industriali, sede unica a Pescara

13 Gennaio 2016

Allarme del presidente aquilano di Apindustria: scelta incomprensibile da parte della Regione

L’AQUILA. «La vicenda della riorganizzazione delle aree industriali abruzzesi, iniziata sotto il centrodestra con l’unificazione dei vari consorzi locali nella sigla Arap sta assumendo i soliti connotati campanilistici, di facciata e di senso opposto rispetto ad una ottimizzazione di risorse e servizi».

Lo scrive Massimiliano Mari Fiamma, segretario di Apindustria, associazione piccole e medie imprese della provincia dell’Aquila.

«Il centrosinistra» dice Mari Fiamma «appena assunto il ruolo guida in Regione, aveva espresso segnali piuttosto evidenti sulla volontà di smantellare l’Agenzia per tornare al precedente sistema dei Consorzi rivisitandone i ruoli e le strutture al fine di ridurne i costi, attribuendo agli stessi altri compiti derivanti da diverse amministrazioni pubbliche. È invece notizia recente che l’attuale commissario, Giampiero Leonbruni, con la benedizione del presidente Luciano D’Alfonso, intende istituire una sede unica con sede a Pescara prendendo probabilmente in affitto nuovi locali di oltre 3.000 metri quadrati chiudendo definitivamente ogni struttura territoriale da Teramo a Vasto passando per L’Aquila, Avezzano e Sulmona. La prima assurdità riguarda proprio l’ubicazione della struttura dato che il Consorzio industriale Val Pescara, distintosi per una continua e costante malagestione che lo aveva condotto a decine di milioni di euro di debiti – circa 60 milioni di euro tuttora persistenti – fu tenuto fuori dalla neonata agenzia per non pregiudicarne il periodo d’incubazione. Con questa mossa, nonostante la provincia di Pescara», continua Mari Fiamma, «non sia certo quella più rilevante per il comparto industriale regionale si renderebbe possibile inglobare anche questo Consorzio ripianando i debiti pregressi a spese della collettività. A quanto detto si aggiunga il fatto che tutti i Consorzi industriali in regione, ad eccezione proprio di Pescara per i motivi già esposti, sono dotati di un patrimonio, anche immobiliare, di tutto rilievo come il complesso ex Villeroy & Boch a Teramo, le sedi di proprietà ad Avezzano e Sulmona, il patrimonio dell’Aquila, pari a circa 6 milioni di euro, compresa la sede provvisoria del tribunale a Bazzano che a breve tornerà disponibile. Non c’è ancora nessuna certezza circa il futuro dei dipendenti che, presumibilmente, dovranno scegliere di trasferirsi nel capoluogo adriatico dato che la mobilità ad altri Enti pubblici è, di fatto, se non più praticabile, resa difficoltosa dalla vertenza già in atto con le Province. La nostra Associazione si impegnerà da subito per scongiurare tale ipotesi informando e coinvolgendo il vice Presidente della Regione Giovanni Lolli, le locali sigle sindacali, i consiglieri comunali e i sindaci».