Consorzio acquedottistico, Morgante lascia

18 Gennaio 2022

Dimissioni irrevocabili per la presidente. Ma sul nome del successore non c’è l’accordo tra i sindaci

AVEZZANO. Preso atto delle dimissioni della presidente uscente Manuela Morgante, all’assemblea di ieri pomeriggio al Consorzio acquedottistico marsicano non sono emersi nomi condivisi che possano sostituire tale figura. Dopo l’introduzione del presidente del consiglio di sorveglianza Alfredo Chiantini, che ha preso in carica e comunicato le avvenute dimissioni della guida del consiglio di gestione, non ci sono stati interventi legati a nuove prospettive concrete. Il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, ha rotto il ghiaccio chiedendo un ripensamento da parte della presidente Morgante, come già fatto anche da altri colleghi sindaci nei giorni passati, ma sia Chiantini sia l’interessata hanno ribadito che si trattava di dimissioni irrevocabili e quindi bisogna voltare pagina. Ha preso poi la parola il vicesindaco di Avezzano facente funzioni di sindaco, Domenico Di Berardino che, vista la posizione irremovibile della Morgante, ha invitato l’assemblea a guardare avanti e a indirizzare l’attenzione su «una nuova figura di alto spessore che possa sostituire in maniera altrettanto autorevole la presidente uscente». Non ci sono quindi, almeno per il momento, nomi condivisi tra le parti e per questo è stato rinviato tutto alla prossima assemblea informale dei sindaci soci del Cam che dovranno valutare il da farsi in tempi brevi. Nessuno ha avanzato ipotesi o presentato una rosa di possibili presidenti, come qualcuno si aspettava. Tutti hanno taciuto e ora, però, dovranno mettersi al lavoro per trovare la soluzione. La palla passa al consiglio di sorveglianza che deve per il momento prendere atto della situazione e sollecitare nel più breve tempo possibile una svolta per la nomina di una nuova figura che possa prendere le redini dell’Ente marsicano. I nomi che circolavano in questi giorni non hanno probabilmente raccolto il sostegno dell’assemblea e ora i 17 sindaci dei Comuni soci dovranno proporre al consiglio una figura condivisa. Si tornerà sul direttore di Confagricoltura, Stefano Fabrizi? Si punterà su un tecnico del calibro di Agostino Barbati? Si sceglierà una figura fuori dal contesto marsicano? A questo e altri interrogativi gli amministratori hanno il compito di trovare una risposta. (p.g.)
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