Consorzio, caro-canone per oltre 5mila agricoltori

Ma la delibera sarà revocata se la Regione risarcirà i danni da siccità e gelate A fine ottobre Di Berardino lascerà la presidenza, al suo posto Ivone della Cia
AVEZZANO. Il Consorzio di bonifica dà l’ok all’aumento del canone per i 5.640 agricoltori consorziati e scongiura il pericolo dell’arrivo del commissario che l’avrebbe estromesso dalla gestione dei fondi del Masterplan (50 milioni) stanziati per la realizzazione della rete irrigua dell’intera piana del Fucino. Il consiglio dei delegati, tenutosi ieri nella sede del Consorzio, ad Avezzano, si trovava di fronte due ostacoli, in apparenza insormontabili: l’ostilità degli agricoltori a sborsare altri soldi e l’assenza di una maggioranza. Il consiglio li ha superati entrambi.
L’aumento del canone è passato e la maggioranza si è ricompattata. Un ruolo decisivo nella vicenda hanno avuto le associazioni di categoria – Confindustria, Cia e Coldiretti – i cui dirigenti, Stefano Fabrizi, Carmine Contestabile e Dino Meschieri, hanno partecipato alla seduta. A favore dell’aumento del canone hanno votato il presidente del Consorzio, Gino Di Berardino (Coldiretti), Salvatore Di Benedetto (Coldiretti) e Roberto Giovagnorio, designato dalla Regione. Gli altri sette delegati presenti, di cui quattro della Confindustria (Simplicio Angeloni, Dario Bonaldi, Francesco Sciarretta, Giancarlo Di Pasquale), che è all’opposizione, due della Cia (Marcello Ivone e Fabrizio Malizia) e un delegato dalla Regione (Mario Mancini) si sono astenuti, consentendo così l’approvazione definitiva della delibera. C’è però l’impegno delle associazioni professionali che qualora la Regione, così come promesso, assegnerà al Consorzio di bonifica dei fondi straordinari per aiutare gli agricoltori del Fucino che, a causa delle avverse condizioni atmosferiche, hanno subìto nel 2017 danni per circa 100 milioni (come gelate e siccità), la delibera di aumento del canone verrà revocata. Superato lo scoglio del canone, il consiglio si è trovato tra le mani un’altra patata bollente: l’assenza di una maggioranza. Che fare? A risolvere la questione ci ha pensato Carmine Contestabile. Il dirigente della Cia ha fatto mettere a verbale che Fabrizio Malizia, uno dei tre assessori su cinque che nella seduta dell’esecutivo del 18 settembre era uscito, invitando il presidente a dimettersi, sarebbe rientrato nei ranghi. Scongiurando così le dimissioni del presidente e la nomina da parte della Regione di un commissario. Il Consorzio potrà dunque andare avanti con l’attuale assetto. Alla fine di ottobre, in base agli accordi, il presidente Gino Di Berardino (Coldiretti) si dimetterà per lasciare il posto a Marcello Ivone (Cia), mentre Salvatore Di Benedetto (Coldiretti) sarà il vice. Prima della staffetta, però, alcuni delegati sembrano intenzionati e proporre la sfiducia dell’assessore Mario Mancini, vicesindaco di Cerchio, designato dalla Regione.
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