Consorzio di bonifica, agricoltori infuriati

13 Maggio 2020

Pratola Peligna, il consigliere provinciale Ramunno: commissariamento inutile, l’Ente è allo sbando

PRATOLA PELIGNA. Continuano i problemi con l’acqua per l’irrigazione dei campi che in molte zone della Valle Peligna sono ancora a secco in un momento cruciale della stagione. Gli agricoltori stufi di dover subire le ripercussioni della gestione commissariale che in soli due mesi ha portato scompiglio nel Consorzio acquedottistico totalmente allo sbando, minacciano di passare alle maniere forti se l’ente non provvederà a sanare la situazione. E mentre il commissario nominato dalla Regione, è ancora alle prese con il dubbio amletico se rassegnare o meno le dimissioni, la situazione si fa sempre più grave. Appare infatti tardivo il ripensamento di ricorrere alla manodopera stagionale che il commissario inizialmente aveva bandito per dar spazio alle ditte esterne che poco hanno inciso sull’avvio della stagione irrigua. Sulla disastrata situazione in cui versa il Consorzio di bonifica di Pratola Peligna è intervenuto il consigliere provinciale Andrea Ramunno esprimendo tutta la sua preoccupazione. «Non mi riferisco alle presunte dimissioni del commissario Sergio Iovenitti, ora pare ritirate, che poco interessano ai cittadini», afferma Ramunno, «ma alla gestione dell’Ente che ad oggi non ancora provvede alla manutenzione dei canali irrigui e che solo da qualche giorno ha contrattualizzato i lavoratori stagionali che da anni prestano servizio al Consorzio e che e hanno rischiato di restare a casa. Ho raccolto le preoccupazioni di coltivatori della frazione Cavate di Sulmona che rischia di essere la più colpita vista anche l’assenza di un sistema di irrigazione a tubo», prosegue il consigliere provinciale, «nonché le ansie dei coltivatori della zona ai piedi di Pacentro-via Ancinale e della frazione Marane. Si rischia che una disorganizzazione, che quest’anno si sta abbattendo come non mai sull’Ente, pregiudichi i raccolti di centinaia di agricoltori con danni che potrebbero sfiorare le centinaia di migliaia di euro». Secondo Ramunno l’innalzamento delle temperature comporta l’esigenza di irrigare i raccolti ma gli impianti non sono pronti. «Proverò a sentire il commissario chiedendogli come intende affrontare quella che rischia di diventare una vera e propria emergenza. Gli utenti pagano i canoni irrigui con regolarità e hanno diritto a un servizio efficiente. A loro non interessa di fare polemiche inutili. Viene spontaneo chiedersi a cosa sia servito commissariare un’Ente che stava affrontando un percorso di risanamento se ora non si riesce a fornire nemmeno un bene indispensabile come l’acqua».
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