Consorzio di bonifica, corsa contro il tempo

9 Dicembre 2017

L’ente deve ridurre il debito milionario entro fine anno. Si pensa a un’anticipazione delle tasse

PRATOLA PELIGNA. Anticipare le tasse per rispettare le richieste della Regione ed evitare lo scioglimento del consorzio di Bonifica Aterno-Sagittario a Pratola Peligna. La riduzione del debito dovrebbe essere fatta entro il 31 dicembre. Una corsa contro il tempo per cercare di ridurre almeno di poco il fardello da oltre un milione che il consorzio si porta dietro da anni. L’appello della Regione ha fatto scattare le attività di alcuni consiglieri che vogliono trovare soluzioni immediate. In particolare, il consigliere Carlo Di Ruscio ha proposto di anticipare le tasse del 2018 dividendole in tre rate. «In questo modo», ha detto il consigliere, «si potrebbe dare più tempo al consorzio di trovare i finanziamenti per ridurre il pesante debito ed evitare azioni da parte della Regione». Altre proposte, inoltre, punterebbero sull’aumento dei canoni consortili in modo da rastrellare i finanziamenti e coprire le perdite. «Non si capisce perché devono continuare a dare addosso ai coltivatori», lamenta Dino Rossi del Cospa. «Ricordiamo che paghiamo già dei canoni altissimi e calcolati non sull’uso dell’acqua ma sul possesso di terreni. Inoltre, il settore, tra gelate, la crisi e le difficoltà rischia, con l’aumento dei canoni consortili, di avere un vero e proprio tracollo». Una batosta che potrebbe andare a colpire i proprietari dei fondi meno estesi e produttivi. Peggio sarebbe anche per le aziende specializzate nella coltivazione di prodotti di nicchia che richiedono maggior impegno di risorse. Anelli deboli che, alla fine, potrebbero rinunciare alle coltivazioni per l’eccessivo costo economico dei canoni consortili che ridurrebbero i margini di ricavo. Una dinamica nota da tempo nei circa 155mila ettari di territorio ricompresi nel consorzio. «È necessario mettere in funzione le turbine delle centrali elettriche», conclude Rossi, «perché solo in questo modo si possono trovare i fondi e, soprattutto, cominciare a pensare che si dovrà arrivare a un sistema di pagamento basato sul consumo effettivo dell’acqua». Il riferimento è alla centrale idroelettrica di Raiano di proprietà del consorzio e rimasta ferma senza produrre energia elettrica da vendere per rimpinguare le casse dell’ente di bonifica. Nel mentre, restano i gravi problemi legati al deciso segno rosso del bilancio dell’ente a cui ora la Regione vorrebbe mettere mano. Il consorzio di bonifica Aterno-Sagittario, nel corso degli anni, è cresciuto molto assorbendo il consorzio Medio Alto Aterno, il Tirino-Piana di Navelli, il Canale Corfinio e il Consorzio valle Subequana.
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