Consorzio di bonifica, lotta agli sprechi

16 Maggio 2020

Pratola Peligna, il commissario Iovenitti: «Lavoriamo per mettere a posto il bilancio disastrato»

PRATOLA PELIGNA. Ha parlato di gestione allegra, di presunti sprechi e di “colpevoli distrazioni” da parte dei vari amministratori che si sono succeduti alla guida del consorzio di Bonifica negli ultimi 15 anni, che avrebbero portato l’ente sull’orlo della chiusura. Un lungo elenco di provvedimenti e di decisioni che un buon amministratore non dovrebbe mai fare. Aveva promesso di vuotare il sacco e lo ha fatto ammettendo anche di aver creato, in questi due mesi di gestione commissariale, problemi agli agricoltori, molti dei quali sono rimasti con i terreni senz’acqua in un momento cruciale della stagione.
Sergio Iovenitti, commissario straordinario nominato dall’assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente per risanare il Consorzio di bonifica Aterno-Sagittario ha spiegato ieri mattina, nel corso di una conferenza stampa tenuta all’aperto, di essere arrivato a dare le dimissioni (poi convinto da Imprudente a ritirarle), dopo aver constatato le condizioni di pericolo in cui sono costretti a lavorare i dipendenti del consorzio e gli stessi impiegati. Dal governo regionale l’hanno chiamata “operazione verità” e ad aprire i fuochi è stato proprio l’assessore Emanuele Imprudente che ha parlato di «situazione disastrata», di un consorzio che va rilanciato con l’aiuto di tutti, agricoltori, sindacati, associazioni «per evitare che chiuda in breve tempo». Anche se ha ammesso che la stessa situazione la vivono gli altri consorzi di bonifica abruzzesi, tutti con il bilancio in consistente perdita. Va tuttavia sottolineato che il Consorzio di Bonifica Interno di Pratola Peligna è quello che ha la tariffa più bassa di tutti i cinque consorzi abruzzesi: 130 euro per ettaro all’anno invece dei 200 pagati dai contribuenti degli altri territori. Un risparmio per gli utenti che è andato a influire pesantemente sul disavanzo dell’ente, circa 1.300.000 euro evidenziato più volte da commissario e assessore regionale. Sarebbe quindi bastato equiparare la tariffa a quella degli altri consorzi e il disavanzo si sarebbe quasi azzerato. «Da febbraio a oggi siamo riusciti a risparmiare circa 200mila euro sul costo della manodopera, che è una delle voci più pesanti in bilancio», ha sottolineato Iovenitti, «e altri risparmi cercheremo di conseguire nei prossimi mesi fino alle elezioni per il rinnovo degli organi amministrativi, quando riconsegneremo al territorio un Consorzio più sano».
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