Consorzio di bonifica, proteste per i disservizi e il caro bollette

Rossi, responsabile dell’associazione per la cultura rurale, esprime perplessità sulla gestione: «Siamo di fronte a un salasso a fronte di pochi benefìci per le aziende agricole e zootecniche»
SULMONA. Al Consorzio di bonifica Aterno- Sagittario, «aumentano le bollette e diminuiscono i servizi, con l’acqua che arriva a giorni alterni». Tornano a farsi sentire gli agricoltori che puntano il dito contro la gestione del Consorzio «per gli invasi vuoti, una centrale idroelettrica fatiscente e l’acqua che arriva a singhiozzo a fronte di una stagione che si annuncia all’insegna della siccità».
«A nulla», sostiene Dino Rossi, responsabile regionale dell’Associazione per la cultura rurale, «è servito il ricorso alla commissione tributaria al fine di far adeguare il Consorzio con i piani di classifica, così da far pagare il giusto prezzo a chi utilizza l’acqua. Ma qui si riescono a soddisfare solo i vigneti e non quelle poche aziende zootecniche ancora in piedi. Ora siamo alle prese con un vero e proprio salasso, senza benefìci per le imprese agricole. I Consorzi pretendono di avvalersi ancora della normativa risalente a 85 anni fa che consentiva loro di emettere, senza alcun controllo sostanziale, cartelle di pagamento, sulla base di ruoli immediatamente esecutivi. Un potere che continuano, però, a esercitare. Il tutto grazie anche ai mancati interventi delle associazioni di categoria».
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