Contagi inarrestabili, positivi a quota 233

Grimaldi: «Meno ospedalizzazioni ma il mio reparto è vicino alla saturazione, così sarà necessario aprire altre aree Covid»
L’AQUILA. Una crescita dei contagi andata oltre le aspettative. Dopo i 135 casi di mercoledì, ieri all’Aquila si è toccata la quota di 233 persone risultate positive in base ai tamponi molecolari e ai test antigenici. Un dato lontanissimo dai numeri registrati un anno fa, ma con meno ospedalizzazioni: al San Salvatore ci sono 20 persone ricoverate a Malattie infettive e 2 in Terapia intensiva. L’impennata è dovuta alla variante Omicron, più contagiosa e ormai diffusa anche in città, ma anche alla concomitanza con le festività natalizie che hanno favorito la circolazione del virus, come spiega il primario del reparto di Malattie infettive Alessandro Grimaldi. «Sapevamo da modelli matematici che la variante Omicron arriva ad essere fino a 4-5 volte più contagiosa delle precedenti. Quindi ci si aspettava la crescita esponenziale dei casi a cui stiamo assistendo in questi giorni. E devo dire, pero, che tale crescita sta andando oltre le previsioni più pessimistiche. Fortunatamente», sottolinea Grimaldi, «abbiamo gran parte della popolazione vaccinata e a fronte di un drastico rialzo della curva dei contagi, riusciamo ancora a contenere la pressione ospedaliera. Anche chi arriva in ospedale presenta sintomi meno gravi rispetto alle ondate precedenti. E la maggior parte dei pazienti in condizioni preoccupanti risulta non vaccinata».
Nel reparto di Malattie infettive attualmente ci sono 20 persone ricoverate su 24 posti disponibili e si eseguono anche le cure con gli anticorpi monoclonali: «Nonostante la situazione sia migliore, se guardiamo allo stesso periodo di un anno fa», aggiunge Grimaldi, «l mio reparto è comunque vicino alla saturazione e probabilmente sarà necessario aprire altre aree Covid. Facciamo il possibile, pur avendo poche risorse a disposizione». Le festività natalizie hanno fatto la loro parte sul fronte dei contagi. «Ci sono state più voglia di socialità e più occasioni di incontro», conclude il primario, «che hanno favorito la circolazione del virus e della sua variante. Per la fine dell’anno è d’obbligo rinnovare l’invito alla prudenza e al rispetto delle misure di prevenzione, anche in ambito familiare».
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