Contagiato medico del 118, reparto in crisi

Il dottore è a casa perché asintomatico, sorveglianza attiva per i colleghi del suo turno. Stop a 2 autisti della Croce Rossa
SULMONA. Anche il 118 dell’ospedale di Sulmona cade nella rete del Coronavirus. Da ieri un medico in servizio nell’ospedale peligno è risultato positivo al virus. Una notizia che apre un nuovo scenario perché se fino ad oggi il 118 era rimasto fuori dai contagi, ora con il medico infetto cambia ogni cosa. Infatti gli operatori medici e infermieristici che effettuavano lo stesso turno, dovranno essere posti in sorveglianza attiva nelle rispettive abitazioni, con pesanti ripercussioni sul servizio. Inoltre anche la struttura che ospita il 118, che attualmente si trova nella palazzina gialla a fianco del pronto soccorso che prima dell’inaugurazione del nuovo ospedale ospitava il distretto sanitario, dovrà essere sanificata. Insieme all’operatore medico del 118 che si trova a casa perché asintomatico, sono finiti in quarantena due autisti della Croce rossa di Sulmona. Un fatto che ha spinto la responsabile della sede sulmonese Anna Mancinelli a fermare le ambulanze. «Due autisti si trovano in monitoraggio sanitario e in sorveglianza attiva a scopo precauzionale. Per questo ho deciso di sospendere il servizio, il tempo strettamente necessario per l’isolamento domiciliare degli stessi», afferma la responsabile della sede di Sulmona della Cri. Si fa quindi sempre più pesante la situazione a Sulmona con medici e infermieri in quarantena che hanno difficoltà a trovare una sistemazione per non mettere a rischio la salute dei loro familiari. E tutto questo mentre si attende ormai da 15 giorni la firma della convenzione tra Regione Abruzzo e Protezione civile per l’utilizzo di alcune strutture già individuate in città e in Valle Peligna per ospitare sia gli operatori ospedalieri che i cittadini risultati positivi e che si trovano a dover trascorrere il periodo post-contagio in strutture protette. Il sopralluogo da parte della Protezione civile che ha individuato in Villa Gioia e in un albergo di Bugnara è stato effettuato già alla fine di marzo. Ma da allora è tutto fermo. Numerosi operatori sanitari dell’ospedale di Sulmona ne hanno fatto richiesta, proprio per non mettere a rischio la salute dei loro familiari. Nelle due strutture dovrebbero finire anche i pazienti di Sulmona e del comprensorio, ormai asintomatici, ancora ricoverati negli ospedali dell’Aquila e di Avezzano, per trascorrere il periodo utile per arrivare alla completa negativizzazione del tampone. Un inspiegabile ritardo da parte della Regione che ha costretto i primi pazienti di Sulmona dimessi dagli ospedali a restare in una struttura dell’Aquila per trascorrere la convalescenza. Mentre potrebbero farlo vicino alle loro case.
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