Conto alla rovescia per Palazzo Margherita

Obiettivo fine anno per la conclusione dei lavori, autorizzati subappalti per completare il tetto
L’AQUILA. L'obiettivo, fissato da tempo, è quello di concludere i lavori entro il 2020. E a giudicare da due recenti determine il traguardo sembra a portata di mano (bisognerà solo vedere quanto ha inciso il periodo della chiusura per il Covid 19). Si tratta di due atti “tecnici” che autorizzano la ditta che sta svolgendo i lavori, il consorzio “Margherita Scarl”, a subappaltare alcune opere a due ditte specializzate. Si tratta della “posa in opera di sottofondo alleggerito e di massetto autolivellante” che è la base per la pavimentazione e la “posa in opera del manto di copertura in coppi e contro coppi” e parliamo del tetto. Siamo dunque alla fase finale dei lavori e fra qualche mese il palazzo istituzionale per eccellenza dovrebbe essere restituito alla città.
In Comune c’è chi sta già pensando alla cerimonia di inaugurazione che sarà un vero e proprio evento. Il primo a entrare nel palazzo ristrutturato sarà il sindaco Pierluigi Biondi seguito dagli ex sindaci e da tutti gli attuali ed ex consiglieri comunali. Previsto anche il ritorno, nella torre del Palazzo, della Bolla con la quale Celestino V nel 1294 concesse l’indulgenza plenaria e da cui si origina la Perdonanza. Si sta pensando pure a riproporre, naturalmente in chiave attuale, ciò che avvenne nel XVI secolo quando Margherita d’Austria entrò in città da governatrice, cerimonia descritta nel dettaglio da chi ne fu testimone. Ma questo si vedrà più in là, dipenderà molto anche dagli sviluppi dell’emergenza sanitaria. Oggi l’importante è chiudere i lavori e riportare a Palazzo Margherita la sede istituzionale. A inizio 2020 era stata approvata una variante in corso d’opera (circa 700mila euro in più) che si era resa necessaria per via di alcune modifiche rispetto al progetto originario. Infatti la sala consiliare, inizialmente localizzata al secondo piano, è stata riportata al primo piano dove è sempre stata e dove c’è il famoso affresco del pittore aquilano Fulvio Muzi. Tra l’altro, con la sala consiliare al secondo piano, non sarebbe stato possibile riutilizzare “l’arredo ligneo e gli stalli originali”. Nella perizia di variante si leggeva inoltre: «Dopo l’appalto è stato accertato il peggioramento dello stato di dissesto e instabilità della Torre civica documentato dal rilievo che è stato condotto dall’Università, che ha evidenziato un fuori piombo lati Sud ed Est verificatosi tra il 2010 e il 2019 e inoltre la rotazione dell’angolo Sud-Est evidenziato da lesioni angolari posteriormente al terremoto e un grave lesionamento diffuso della parete Nord con frantumazione dei conci lapidei».
Fu deciso anche di rivedere alcuni interventi troppo invasivi sulle fondazioni «per la presenza di ambienti con archi e muri di fattura precedente il palazzo cinquecentesco di Margherita d’Austria (il palazzo del Capitano, ndr) che verrebbero distrutti dal sistema fondale con pali».
Per quanto riguarda la Torre civica di Palazzo Margherita, la variante ha previsto pure «la rimozione della scala in legno che sarà sostituita con nuova scala in acciaio avente funzione strutturale e tale da permettere l’accesso alla sommità in condizioni di sicurezza». (g.p.)
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