Contributi ridotti, agricoltori in allarme

Tagliati i fondi per le coperture assicurative, appello al ministro Bellanova e all’assessore Imprudente
AVEZZANO. Contributi europei ridotti per le polizze assicurative anti-calamità degli agricoltori. Il presidente di Confagricoltura lancia l’allarme e chiede lumi al ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova e all'assessore regionale all’agricoltura Emanuele Imprudente.
«L’Agea», afferma Fabrizio Lobene, «ha appena comunicato agli agricoltori l’entità del contributo sulle assicurazioni stipulate nel 2020 e abbiamo avuto la brutta sorpresa di apprendere che quest’anno il livello di contribuzione si attesta al 28%». Meno della metà degli anni precedenti. Il piano assicurativo agricolo nazionale infatti prevede un contributo, erogato con fondi comunitari per abbattere il premio assicurativo pagato dagli agricoltori, tra il 60 e il 70%. «Ciò che ci preoccupa è l’incertezza sulla copertura della restante 42%», continua il presidente di Confagricoltura, «visto che l’Agea lega gli ulteriori pagamenti a eventuali riassegnazioni di residui delle annualità precedenti o alle economie derivanti da altre misure. Quest’ultima evenienza sarebbe devastante perché sarebbe l’ulteriore conferma che le imprese agricole non possono più fidarsi dell’amministrazione pubblica. Gli agricoltori sono esasperati dalla situazione: speravano di ricevere l’aiuto spettante come è avvenuto nel 2018 e 2019, perché entro il 30 di novembre dovranno pagare alle compagnie di assicurazione decine di migliaia di euro e non sanno dove sbattere la testa in considerazione della pandemia che ha colpito pure le imprese agricole».
Confagricoltura, quindi, ha interessato il ministro e l’assessore regionale per conoscere se «questi pagamenti soffrono di una carenza momentanea di cassa, oppure di un’errata programmazione finanziaria. Da una decina di anni», prosegue Lobene, «l’unica protezione che hanno gli agricoltori per tutelarsi dai danni provocati da sempre più frequenti nubifragi, gelate, siccità, epizoozie che colpiscono i raccolti e gli allevamenti sono le polizze assicurative agevolate. Purtroppo, quest’anno, questo ristoro del 28% assesta una nuova mazzata sul settore». Altra nota dolente per il presidente sono i rimborsi tardivi. «Agea», conclude, «sta pagando il saldo del contributo sulle polizze assicurative stipulate nel 2016, con quattro anni di ritardo: ciò significa scoraggiare gli agricoltori ad assicurarsi contro le calamità naturali perché senza agevolazione i tassi applicati dalle compagnie sui valori della produzione oscillano tra il 7 e 10%: il prezzo delle polizze è troppo alto e sconveniente». Sono 1.512 le aziende marsicane e abruzzesi che nel 2019 hanno assicurato il prodotto per un valore di 57.597.000 euro. (m.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

