Corruzione, ex capo della Stradale nei guai

28 Dicembre 2021

La Procura: «Ometteva controlli in cambio di rifornimenti di carburante e altre utilità». Imputati sei imprenditori marsicani

AVEZZANO. Un presunto scambio di favori e omesse denunce tra polizia stradale e aziende di trasporto del territorio: con queste accuse, ovviamente tutte da dimostrare, tre poliziotti della Polstrada di Avezzano e sei imprenditori sono finiti sotto la lente della Procura a seguito di indagini portate avanti dagli stessi colleghi della stradale dell’Aquila. Per i nove è stata fissata l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, il 14 marzo prossimo. Dopo che il pm Lara Seccacini ha chiuso l’inchiesta e chiesto il giudizio per tutti.
Gli imputati sono Giuseppe Esposito, ex comandante della Polstrada di Avezzano, Sandro Franchi, ex ispettore superiore, Vincenzo Onofri, sempre agente della Stradale. Accusati anche gli imprenditori Claudio Garofalo, Walter Garofalo, Marcello Garofalo, tutti di Trasacco, Angelo Lodini ed Enzo Finocchi, entrambi di Avezzano, e Mariano Perinetti, di Trasacco. Per quanto riguarda Esposito, l’accusa è di corruzione continuata in concorso poiché, stando all’accusa, ha ricevuto «utilità e in particolare rifornimenti gratuiti di carburante per uso personale» dai Garofalo per omettere «controlli su strada e verifiche con eventuali contestazioni di violazioni amministrative» durante l’attività di trasporto merci. Questi fatti, sempre secondo la Procura, sono avvenuti da novembre 2017 fino a tutto il 2018. Ciò si sarebbe verificato anche con l’imprenditore Lodini. Dalla ditta Finocchi, inoltre, avrebbe ricevuto aperitivi, caffè e sigarette, oltre al solito carburante. Sempre in cambio di favori, secondo quanto emerso dalle indagini svolte dalla Poltrada dell’Aquila e coordinate dalla Procura di Avezzano, Esposito avrebbe ricevuto da una ditta anche tagliandi e cambi di pneumatici sulla propria auto. La contropartita sarebbe consistita, secondo quanto emerge dall’inchiesta, in una serie di mancati controlli a carico dell’azienda. Sarebbero stati accertati dagli investigatori anche presunti rifornimenti di carburante in altre stazioni di servizio di Avezzano. L’ispettore superiore Sandro Franchi, ora in pensione, è accusato invece di omessa denuncia di reato perché, secondo la Procura marsicana, sapendo che i Garofalo avevano «alterato il funzionamento dei cronotachigrafi sui loro mezzi mediante l’utilizzo di magneti, inibendo la regolare registrazione dei tempi di guida e di riposo, non aveva comunicato la notizia di reato all’autorità giudiziaria». Allo stesso tempo avrebbe commesso il reato di falsità ideologica non sanzionando le ditte in questione per violazioni. Fatti che sarebbero avvenuti tra il 2012 e il 2018. Accusato di non aver denunciato i reati anche l’assistente capo Onofri.
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