Corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio: indagato D'Alfonso

Blitz dei carabinieri a Palazzo Silone e in altri uffici e appartamenti per l'acquisizione di documenti relativi ai lavori affidati per la ricostruzione di Palazzo Centi a L'Aquila e per appalti a Lettomanoppello e a Pescara. Tre le ipotesi di reato contestate al governatore, il cui nome non compare nell'inchiesta su Palazzo Centi. Indagate altre 14 persone tra funzionari e imprenditori. D'Alfonso: completamente estraneo ai fatti
L'AQUILA. Il presidente della giunta regionale d'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, è indagato per corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio nell'ambito di due inchieste. Oltre al governatore sono coinvolte altre quattordici persone tra funzionari e imprenditori. La notizia è arrivata dopo il blitz dei carabinieri a Palazzo Silone all'Aquila, sede della Giunta regionale, dove sono stati sequestrati documenti relativi alla gara per l'affidamento della ricostruzione di Palazzo Centi, sede della presidenza nel centro storico del capoluogo, resa inagibile dal terremoto del 6 aprile 2009 (un appalto, questo, che però non riguarderebbe D'Alfonso ma altre sette persone). Altre sette persone risultano indagate nelle altre due inchieste.
Dopo un lunghissimo iter, nei mesi scorsi la gara per l'appalto pubblico da 13 milioni di euro è stata aggiudicata alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia. Più di 20 i carabinieri impegnati a Palazzo Silone. L'inchiesta è coordinata dalla procura della Repubblica dell'Aquila. Secondo quanto appreso, la mole di documenti sequestrati per essere esaminati dagli inquirenti sarebbe copiosa. L'appalto pubblico da 13 milioni di euro, contraddistinto da molte lungaggini, cui hanno preso parte 29 grandi imprese edili, è stato aggiudicato alla ditta Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia un ribasso del 35,017 per cento. Nei giorni scorsi l'amministrazione aveva dato l'ok alla congruità degli atti di gara, compreso il ribasso stesso. I carabinieri stanno acquisendo documenti di altri interventi appaltati dalla Regione su case popolari ed edifici pubblici. Altri sequestri sono stati compiuti negli uffici regionali di Pescara perchè l'inchiesta, secondo quanto confermato dallo stesso D'Alfonso, riguarderebbe altre opere pubbliche appaltate a Lettomanoppello (o a Penne) e a Pescara.
Si tratta di due inchieste diverse, unite dallo stesso pm (Antonietta Picardi) della procura aquilana. Oggi le due indagini hanno prodotto acquisizione di atti e perquiszioni a tappeto e due proroghe delle indagini per D’Alfonso ed altri. Sette indagati nell’inchiesta condotta dai carabinieri su Palazzo Centi e sette in quella che riguarda un progetto del Masterplan a Lettomanoppello e le ristrutturazioni delle case popolari di Pescara, questa condotta dalla Squadra Mobile. Un punto di congiunzione tra le due inchieste c'è ed è l'architetto montesilvanese Gianluca Marcantonio, che D’Alfonso ha fatto nominare all’interno della Conferenza unificata del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
D'Alfonso: sono completamente estraneo ai fatti. Questa la dichiarazione del presidente della Regione Luciano D'Alfonso in merito al sequestro di atti a Palazzo Silone: "Questa mattina sono stati comunicati atti di proroga di indagini penali che vanno avanti dal novembre 2015 con rinnovi semestrali. Gli argomenti per i quali sono state individuate ipotesi di reato sono:
1) Il cantiere dei lavori di Palazzo Centi a L’Aquila;
2) Un intervento non ancora precisato riguardante la città di Penne;
3) Interventi – al momento solo quantificati e ipotizzati come priorità a seguito di legittime pressioni e denunce dei cittadini – di rigenerazione e manutenzione ordinaria e straordinaria delle case popolari in via Caduti per servizio e in via Salara Vecchia a Pescara.
Mi dichiaro totalmente estraneo alle vicende e auspico una loro rapidissima definizione".
La storia di Palazzo Centi. L'edificio di palazzo Centi, al centro del blitz dei carabinieri negli uffici della Regione Abruzzo, è stata la dimora dell'omonima famiglia dal 1776, dopo vent'anni di costruzione. Si trova nel cuore del centro storico dell'Aquila, in piazza Santa Giusta. Sede storica di organi regionali, fu acquisito al patrimonio della Regione Abruzzo nel 2002 e poi sottoposto a un restauro, con l'installazione anche di un ascensore, durato da luglio 2003 a settembre 2006. Da allora è stato sede della presidenza della Giunta regionale. A dispetto dei lavori recenti, nel sisma del 6 aprile 2009 ha riportato danni notevoli. I soldi per il recupero sono arrivati per 3 milioni dalla rimodulazione del primo programma stralcio di ricostruzione degli edifici pubblici e per 10 milioni dalla delibera Cipe numero 44 del 23 marzo 2012. L'appalto è stato caratterizzato da lungaggini burocratiche dovute anche al passaggio di consegne tra il provveditorato interregionale alle Opere pubbliche di Abruzzo, Lazio e Sardegna e la Regione stessa, divenuta stazione appaltante con la cessazione dello stato di emergenza, il 31 agosto 2012. L'appalto prevede interventi di consolidamento strutturale, rifacimento impiantistico, restauro architettonico delle superfici decorate, degli apparati pittorici nonché delle superfici di pregio, ed è basato sul criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Il bando è stato pubblicato il 7 maggio 2015 sulla Gazzetta ufficiale della Comunità europea, con scadenza il 16 luglio, poi posticipata al 27 agosto. Hanno risposto 29 imprese, molte delle quali colossi delle costruzioni, con le offerte valutate da una commissione amministrativa preliminare, poi da una commissione giudicatrice per l'offerta economica e quindi da un organo tecnico per l'offerta tecnica. A metà novembre l'aggiudicazione provvisoria a Edil Costruzioni Generali Srl di Isernia, che ha operato un ribasso del 35,017%, poi divenuta definitiva. Il progetto esecutivo dovrà essere valutato dagli uffici regionali prima di dare, finalmente, il via al cantiere. Il cronoprogramma prevede la riconsegna entro aprile 2018, con durata massima dei lavori stabilita in 730 giorni e collaudo nell'ottobre successivo: date che dovranno essere riviste al rialzo.
La seconda nota di D'Alfonso: ho fiducia nella magistratura. Alle 15,56 il governatore ha inviato ai giornalisti una seconda nota sulla vicenda: «Questa mattina ho appreso che è in corso una verifica del mio operato da parte della procura della Repubblica di L'Aquila per tre distinte vicende. Ritengo che la mia posizione sia assolutamente estranea a qualsivoglia fattispecie di reato e auspico un espletamento rapidissimo di ogni indagine. Ho fiducia nell'operato della magistratura così come ne avevo in passato - dice - quando è stata sempre accertata la liceità delle mie condotte amministrative».Si precisa che il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso ha ricevuto questa mattina due richieste di proroga delle indagini: una riguardante la città di Penne (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 18/11/2015) e una per lavori - solamente preventivati - alle case popolari Ater di Pescara (iscritta nel registro delle notizie di reato in data 8/7/2016). Contestualmente è stato recapitato a D'Alfonso un altro documento (“Ordine di esibizione di atti e documenti”) con il quale è stato notificato alla Regione Abruzzo che è in corso un procedimento penale sul cantiere di Palazzo Centi a L’Aquila nei confronti di 7 persone, in ordine alle quali si è compiuta acquisizione documentale; tra queste non compare il nome di Luciano D’Alfonso.
Lolli: l'inchiesta non riguarda il vertice politico. «D'Alfonso non è indagato per la vicenda dell'appalto per la ristrutturazione di Palazzo Centi, danneggiato dal sisma del 2009, credo sia coinvolta la commissione di gara, lo è invece per le case popolari a Pescara». Così il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, sull'inchiesta della Procura dell'Aquila su tre appalti gestiti dalla Regione che ha portato stamani al sequestro di una copiosa documentazione a Palazzo Silone, sede della giunta regionale all'Aquila, e di perquisizioni, anche domiciliari, in diverse città d'Abruzzo. Ad indagare sono carabinieri e polizia. Il presidente D'Alfonso è indagato con ipotesi di accusa di corruzione, turbativa d'asta e abuso d'ufficio. Insieme a lui 14 persone, tra cui tecnici e funzionari regionali e imprenditori. «Le tre inchieste non riguardano il vertice politico, sono convinto che per la commissione di gara di Palazzo Centi, e per i due appalti di Penne e Pescara, sia stato fatto un buon lavoro, salvo quanto accerterà la magistratura sulla quale abbiamo molta fiducia», ha chiarito Lolli.
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